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Sinossi

Uomini! e italiani ogni giorno

Chi è un uomo?  La vita è mancanza di equilibrio! Il cibo sano e una vita secondo natura! Penso quindi sono: filosofia e mutamento! La verità esiste ma cosa è? Le società! Orgoglio! Pregiudizio! La società che si evolve motivata da pungoli costanti e differenti verso un futuro determinato dall’azione nel presente che deriva dal pensiero del passato. Quella italiana in particolare, tra pregi e difetti, azione e mancanza di azione, dubbi incertezze, criticità irrisolte. Un colosso ma dai piedi di argilla che davanti al cambiamento mostra di essere un semplice monumento.  Pur sempre uno splendido monumento.

Anteprima

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LA VITA È MANCANZA DI EQUILIBRIO

L’universo è un momento unico e irripetibile di equilibrio

Da un po’ mi interrogo sul senso ed il futuro dell’universo.

L’universo è in ogni momento, un evento unico e irripetibile di equilibrio. se l’evoluzione è la via naturale allora immagino che anche l’universo si dovrebbe evolvere ed in effetti lo sta facendo. Alla base dell’universo e della natura ritengo esserci il caos in equilibrio dinamico dunque se così fosse, allora l’insieme dei singoli elementi caotici lo renderebbero imprevedibile nel senso del suo destino, non determinabile a partire da un unico qualunque momento singolo. Ciò non toglie che in ogni caso il destino dell’universo, della natura, delle specie viventi e dell’uomo stesso pur non essendo predestinato né predestinabile, si verificherà comunque in funzione del passato già realizzato e del presente in corso. La risposta alla domanda su quale sia la via, lo scopo, l'eventuale motivazione ammesso che esistano, se esista il destino o se esso sia una variabile costantemente in evoluzione per l'effetto di infinite interazioni casuali dovrebbe venire dall'interno dell’universo stesso e dunque non può essere né posta né risposta; e questo mi pare costituisca un paradosso. Tredici miliardi di anni fa esistevano già e sono visibili, migliaia di galassie immense. 

La costante cosmica cosa cavolo è? Da tempo mi scervello ma forse ora riesco a comprenderne il senso. Chissà. Dunque, dopo l’esplosione del big bang o dei big bang (?) che hanno originato l’espansione della protomateria, la gravità ne ha rallentato il moto formando prima la luce e poi la materia; altra se ne deve formare. Si sono formate le galassie etc. Ogni galassia in espansione è seguita da un’altra di più recente formazione; quella che segue ha una massa e dunque genera una forza di gravità e con questa attrae quella che la precede rallentandola. La catena in equilibrio dinamico della forza espansiva e di quella di rallentamento ha generato l’universo attuale nella sua forma presente. La costante cosmica dovrebbe essere, se ho compreso bene, il rapporto esistente tra la velocità di espansione delle galassie (media) e la massa dell’universo. In effetti non sappiamo affatto quale sia la massa dell’universo perché è probabile che una parte di esso non si sia ancora trasformato in materia. Quale sarà dunque l’equilibrio gravitazionale dell’universo? Arriverà un momento in cui l’espansione cesserà ed inizierà una contrazione al variare del rapporto definito costante cosmica? Se la massa complessiva aumenterà, allora la costante sarà sempre più piccola e ci sarà prima equilibrio e poi forse contrazione. Se invece la massa sarà esaurita e definita, allora la costante rimarrà uguale oppure aumenterà e allora le galassie si allontaneranno sempre di più una dall'altra e dal centro di espansione, fino all'infinito della nostra attuale comprensione. Ma se ci sono stati più big bang? O se fenomeni limitati di contrazione quelli che originano i buchi neri daranno luogo ad ulteriori big bang? Se davvero, come pare, ci fossero svariati universi in equilibrio dunque? Alla faccia di quella che dovrebbe essere la realtà descritta dalla cosiddetta costante cosmica. É come guardare un acquario dentro un acquario più grande, osservandoli attraverso il fondo di un bicchiere.  Noi che duriamo cent’anni al massimo, cos'altro siamo se non un semplice punto instabile di massa? Oddio tutto fa, ed è sempre meglio di niente: almeno esistiamo e lo sappiamo. Il concetto di infinito riporta a quello di eternità. La sequenza comune della evoluzione naturale è quella della continua variazione dell'equilibrio fondamentale, coinvolgente parametri ed ambienti sempre più piccoli e maggiormente lenti, freddi, strutturati, organizzati; creazione e formazione continua di nuovi parametri con numero di interazioni efficaci sempre maggiore e maggiori possibilità di modificarsi al cambiare delle situazioni- sistemi che li coinvolgono, rispettando in ogni caso l’equilibrio fondamentale dell’Universo, senza alcuna possibilità di produrre complessivamente, rapide o grandi variazioni suo interno ma comunque capaci di interferire nella sua evoluzione. 

Osservare, misurare determinare, ipotizzare, analizzare: non possiamo scordarci che nello studio ecologico svolto dagli esseri umani non si può escludere il pur limitato ma per noi sufficientemente ampio e difficoltoso sistema ambiente - uomo - uomo, con l’azione dei parametri e gli equilibri conseguenti che ci caratterizzano tra le forme viventi: la capacità di pensare, scegliere, dubitare, immaginare, astrarre, sognare e agire, fabbricare a volte, apparentemente, in modo imprevedibile. Molti amano leggere e leggendo vivono o forse più propriamente fanno vivere tante vite che si svolgono e si esauriscono in un libro. Un mondo fantastico, fuori del contesto oggettivo ma visto e strutturato attraverso la loro soggettiva percezione del reale e dunque anch'esso reale. L’autore per primo e poi noi, Io, Voi lettori, le facciamo esistere come se fossimo Dio ma cosa succede ai personaggi delle storie quando il libro è finito? Cosa rimane? Ricordi emozionali e personali di quelle vite, comunque vissute! Sicuramente tutto sarà accaduto e riaccaduto chissà quante volte ad opera delle persone, lettori differenti che le hanno lette e riaccadrà di nuovo ancora e ancora, generando sempre nuovi ricordi, differenti emozioni. Chiunque racconterà la loro storia genererà la loro vita, sempre diversa anche se in apparenza sempre uguale, in un percorso tracciato e uguale per tutti. Un’infinita eternità di mutamenti nell'auto referente compendio totale di tutto ciò che è: LA NATURA!

L’universo è sempre presente a sé stesso, in ogni sua manifestazione ecologica, per piccola e periferica sia, nell'economia di scala valutata. L’Universo - Ente è sostanzialmente eterno e parte di un sistema ancora più grande di simili che comprende molteplici o infiniti universi coesistenti in equilibrio, ancora una volta e sempre dinamico, tra loro. Ne deriva che in ogni condizione anche quella di azzeramento dell’energia, equivalente alla sua morte ghiacciata, l’Universo - Ente divenuto puro parametro verrebbe portato infine alla sua resurrezione, per l'impossibilità di esistere senza interagire (definizione di vivere), in qualche modo, con qualunque degli altri parametri comunque esistenti. Come non è possibile pensare che l'equilibrio interattivo tra i singoli esseri cellulari possa modificare in modo sostanziale la struttura del sistema universale non si può tuttavia evitare di riconoscere che le loro interazioni possano influenzare quello che per loro è equivalente all'universo intero: il corpo dell’animale uomo o pianta che contribuiscono a costituire. Ogni modifica di uno dei pur microscopici, infiniti, equilibri dinamici tra parametri attivi ed interattivi nell'universo intero, di fatto, contribuisce alla sua completa modificazione. Ogni parametro e le loro combinazioni nell'insieme, si identificano ed esistono (vivono) con questa capacità di modificarsi e modificare di conseguenza l’ambiente – sistema in cui si trovano. Singoli componenti inanimati in ogni sistema di due o più parametri, alla ricerca e conquista di un equilibrio maggiormente duraturo e stabile, realizzano la complicatissima struttura organizzata di un singolo essere vivente secondo le condizioni, variabili, del sistema - ambiente in cui sono inseriti. Il più piccolo parametro biologico in gioco è a sua volta determinato dalle interazioni, non biologiche, dei suoi componenti elementari i quali dunque, anche loro, vivono una vita determinata in durata, definita, nello spazio, nel tempo. La vita definita come semplice capacità di azione rispetto ad altri fattori e di interazione con essi. La vita è un momento di disequilibrio costante! Esiste in quanto tale. Esistono solo, strutture continuamente e dinamicamente interagenti, in evoluzione continua dei comportamenti ecologici che le riguardano. Parametri che in equilibrio tra loro, dinamicamente, cambiano continuamente le reciproche forme di interazione. Ne deriva allora che l'Ecologia, non è quella molto limitata che tutti conosciamo e che ci viene proposta ma scienza che studia “tutte” le possibili interazioni tra tutti i possibili parametri esistenti in tutti i possibili sistemi; studia in sostanza la vita, senza distinguere se sia organica o meno, se sia grande o piccola, se sia cosciente o meno ma semplicemente, molto più semplicemente, se agisce ed interagisce agli stimoli energetici provocati da altri parametri presenti, dove, se quando e come, essi ci siano. Siamo uomini: scegliamo dunque di volta in volta la scala di osservazione che risulta più adatta, utile, efficace alla previsione dei fenomeni evolutivi, degli equilibri in essere, che ci riguardano direttamente. Di più non possiamo fare ma se non possiamo vedere allora possiamo immaginare e desiderare.