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O CERCALO IN INTERNET: AUTORE /LIBRO

 

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Anarchia! Filosofia della libertà non violenta.

Un'analisi dell'evoluzione delle società e del loro rapporto con la naturalità dell'essere umano. 

Come in un grande orologio, l’umanità, l’uomo e le sue azioni corrispondono alla rotellina, piccola e dal movimento veloce che fa avanzare la lancetta dei secondi ma è quella più grande, più lenta, che fa muovere la lancetta delle ore e definisce la storia nel tempo umano in reazione al movimento frenetico dell’altra

Natura di cui l’umanità rappresenta solo una piccola, minuscola ma non insignificante rotellina. Il tempo e lo spazio si correlano e si modificano, si evolvono ignari e pur comprensivi della piccola rotellina che dimostra la vita umana.
E di vita umana ci troviamo a discutere. Non fosse altro perché l’uomo è un animale e dunque è avido, cerca sempre cibo e ne mangia quando lo trova più che gli sia possibile, senza pensare al futuro quando questo è più lontano dell’area di espansione dell’odore di nuovo cibo disponibile.
La natura è anarchica, accetta padroni ma non sopporta imposizioni; non è violenta ma potente, si sottopone alle regole ma non le accetta se non le convengono; quando agisce, la sua ribellione è rapida, istantanea e catastrofica, le conseguenze globali.

L’uomo è parte della natura e non può che sottostare alle stesse regole: si sottopone ma non accetta, salvo trarne vantaggio nel breve periodo. 
Così anche l’equilibrio delle istituzioni fittizie, quello tra servitori e padroni sempre coesistenti o meglio tra sovrani, potenti, governanti e relativi sudditi, cittadini, servitori, cioè la storia, è destinato per le leggi della natura a cambiare periodicamente. 
Tale è l’uomo.
La naturale attitudine alla socializzazione umana necessita di una filosofia di servizio alla comunità. 
Nascono gli Stati e il controllo della società umana. I nemici, i valori, la burocrazia il privilegio. Lo stato cui si deve sempre più obbedienza e il totale servilismo in cambio di protezione. Emerge la necessità di definire il concetto di libertà e il valore della disobbedienza civile.

Anteprima

Contestate giovani, chiedete innovazione, chiedete cambiamento, chiedete ciò in cui veramente credete, chiedete libertà di pensiero e di espressione, chiedete libertà di azione, di proposta e creazione. 
Non smarritevi confondendo libertà con licenza cedendo all'illusione e facendo il gioco dei potenti che potranno così dividervi e separarvi, etichettarvi, ghettizzarvi, e pian piano, con le buone o le cattive asservirvi. 
Libertà non è poter fare qualunque cosa ma poter scegliere cosa non fare!
Libertà è rispetto per sé stessi prima ed oltre che per gli altri. Libertà è autostima. Libertà è assenza e rifiuto del pregiudizio! Libertà è discussione, diatriba, informazione da molte fonti, è cultura e non solo istruzione. 
Solo allora la tradizione è e diviene un piacere edificante e non una costrizione vincolante. Per libera scelta!
Decidete una volta, anche solo una volta di rifiutarvi, di non servire più e vi sentirete, sarete liberi! Liberi di acconsentire se vorrete. Smettete di sostenere il sistema. Revocate il vostro consenso.
Il potere, qualunque potere, è necessariamente fondato sul consenso popolare. 
Non esistono obblighi che non siano accettati e condivisi da voi stessi. Se ve li impongono è perché voi lo consentite, consentite a qualcuno di farlo e dunque li subite.
Ogni branco naturale sviluppa gerarchie ma ognuna è costantemente sfidata e messa alla prova. In ogni branco ci sono individui oppositori e dissenzienti. È naturale ed è giusto che sia così.
I mezzi per arrivare al potere sono differenti ma i modi di governare sono sempre gli stessi. Ce lo insegna la storia.

Anarchia non è una filosofia violenta, non si contrappone all'ordine costituito ma non rinuncia ad affermare la libertà dell’uomo come individuo.

È la filosofia della libertà, riconosciuta ed affermata, dell’esercizio del libero pensiero, del confronto aperto, del libero arbitrio, della possibilità di scegliere e condividere o non condividere e rinunciare, senza ledere i diritti e le libertà altrui ma sostenendo la propria decisione. 

Così lo stato diventa e si trasforma, da istituzione di servizio in una figura giuridica superiore, accreditata e dotata di poteri e diritti superiori a quelli del popolo stesso e dei suoi componenti. 

… Dichiareranno come valori quelli che nel momento storico, garantiscono a loro e ai propri condiscendenti servi, vantaggi e privilegi. Spingeranno il popolo fino alla guerra per la difesa di quei valori. E il popolo li seguirà. 
Eppure, nessun uomo desidera la guerra, il dolore, le miserie, i sacrifici che ne derivano. 
Abitudine, privilegio, propaganda! 
Anarchico è l’uomo che non rinuncia a scegliere!
La società ciononostante si evolverà.

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