PAROLE E TRADUZIONE lettera alla traduttrice

Carissima signora, La ringrazio innanzi tutto per la sollecitudine con cui ha preso in considerazione la traduzione del mio libro ” il mio pensiero libero un viaggio infinito”. Ho visto la prima bozza di traduzione.

Lei ha affrontato la primissima parte che credo risulti la più difficoltosa per un traduttore. Sono circa 30-40 pagine .  

Il libro è composto fondamentalmente da una successione di frasi brevi ognuna finita : AFFERMAZIONI.

Lo scopo è di mettere il lettore a disagio e costringerlo a mettersi in discussione sugli argomenti proposti e da me sostenuti.

La prima parte dunque è composta essenzialmente da aforismi, motti, detti, consigli, AMMONIMENTI:  credo debba pensarli come raccomandazioni, suggerimenti che una mamma (o un papà) danno ad un figlio ad un bambino, ad un giovane, per indicargli la via e i suoi limiti. Questa è l’ottica in cui dovrebbe affrontarli.

Ho provato a vedere come avrei tradotto io alcune frasi (vedrà) ma è una traduzione che mi viene letterale, secca, formale, senza tempi letterari.

Io sinceramente non sono in grado di esserle di molto aiuto perché non so come si possano esprimere quelle frasi in inglese o americano, mantenendone il significato e la forza.

In italiano, se avessi scritto :  se tocchi  il fuoco ti scotti!  =  bruci = ustioni le cose avrebbero senso differente.

Sono sinonimi ma cambiano il senso della frase.  Il fuoco rappresenta il pericolo, la tentazione, la vita.

Se uso ti scotti, indico un effetto non grave anche se doloroso. Un esperienza spiacevole che insegna.

Se uso ti bruci, intendo che gli effetti del toccare il fuoco possono essere gravi, danneggiarti anche fino alla morte e questo vale anche psicologicamente o socialmente per alcune esperienze molto a rischio.

Se uso ti ustioni, intendo che gli effetti sono immediatamente gravi e le conseguenze non eliminabili.

Se  dico non ti avvicinare  al fuoco perché…. 

Allora l’ammonimento è relativo all’azione: dunque stai lontano dal rischio, dal gioco, dalle cattive compagnie, dalla violenza etc. indipendentemente dalle conseguenze.   Mi sono spiegato?

Poi se farà una prova  attaccando a leggere in modo casuale  da qualche punto differente del contesto da pag 100  o 65 piuttosto che 250  o 320 si renderà conto di come è costruito il libro.

Una terza ed ultima parte sarà molto discorsiva ma scientificamente necessariamente rigorosa.  Richiederà per alcune espressioni una traduzione più tecnica.

Si metta nei panni di un’insegnante che tenta di fare lezione senza rendere eccessivamente noioso l’argomento.

 Il corpo centrale del libro è racconto, prosa, critica discorsiva che non le creerà alcuna difficoltà anzi spero la coinvolga.

Immagini di sedersi con me, accanto al caminetto e sorseggiando una tazza di tè chiacchierare conversando e scambiando pacatamente considerazioni e pensieri. 

E’ il motivo per cui ho scritto il libro: permettere a qualcuno di conversare con me senza venire pressato dall’immediatezza della discussione ma trovandosi ad esser fortemente messo in discussione da questo confronto.  Io resto sempre un insegnante in fondo, credo.

Sperando che queste indicazioni possano risultarle utili, sono assolutamente certo  che la sua sensibilità e la sua tecnica, la sua esperienza le permetteranno di ottenere il miglior risultato possibile quindi assolutamente fiducioso la invito a proseguire.  

Spero inoltre che lei sia la prima lettrice che venga sconvolta o coinvolta e mi auguro piacevolmente.  Mi farà sapere poi il suo pensiero:  il libro è noioso? è interessante?  E’ leggibile?  Coinvolge?  E infine le è piaciuto conversare con me? Se è brutto me lo dica, non mi offenderò certamente.

 Ringraziandola di nuovo cordialmente La saluto.  Antonio Balzani

FRONTIER'S TRE RACCONTI DALLA FRONTIERA

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato a Bardi, (Parma) un paese di alta collina dominato da una imponente fortezza medioevale e contraddistinto da un paesaggio aperto sulla valle ampia del torrente Ceno. Un luogo di tradizione e innovazione. Un posto splendido per crescere in prossimità della natura finché purtroppo non si deve crescere anche in età e andarsene per studiare o lavorare. Un paese di emigranti verso l'Inghilterra e la Francia e l'America che riportano ogni estate le culture di quei paesi e le confrontano integrandole con quella locale. 


2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Io consiglierei il ciclo della fondazione di Asimov, senza trascurare le Tigri di Mompracem di Salgari. Sono libri che aprono la mente e predispongono all'avventura al viaggio, alla scoperta e alla conoscenza di luoghi culture e paesi, situazioni possibili e solo apparentemente lontane.


3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Io non credo ci sia una reale perdita di interesse dei potenziali lettori ma piuttosto di un indirizzamento forte da parte degli editori verso un nuovo tipo di letture economicamente più sostenibili. Non sono incompatibili. L'amante dei libri magari li legge prima in forma di E-book e poi li acquista stampati per averli presso di sé in modo duraturo. Tuttavia si toglie in questo modo il piacere di curiosare tra gli scaffali delle librerie facendosi liberamente attrarre dalle stimolazioni dell'ambiente. 



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

È decisamente un amore ponderato! Credo che tutti gli adolescenti provino prima o poi a scrivere ma poi abbandonano il progetto perché coinvolti nel duro processo di maturazione sociale. Qualcuno, solo qualcuno è così talentuoso da diventare un vero scrittore in giovane età. Col tempo e l'esperienza, quando scemata la forza delle passioni diventa possibile ritrovare le emozioni nel ricordo, allora diviene finalmente possibile dedicarsi nuovamente alla scrittura. 


5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Quando ero un ragazzino tutti erano cowboy o indiani, tutti avevano pistola e fucile o costruivano archi e frecce di legno. Sono cambiati i tempi ma l'avventura è avventura e gli uomini sono sempre quelli. I genitori e la scuola raccontano storie ai ragazzini per trasmettergli i valori che guideranno la loro evoluzione. Io ho voluto fare proprio questo, raccontare storie coinvolgenti e stimolanti. 


6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Voglio ricordare che al mondo ci sono sempre i buoni e i cattivi, i deboli e i forti, che la tratta e lo sfruttamento di altri esseri umani non è un fenomeno solamente attuale e infine che i valori fondamentali e vincenti risiedono nel rispetto reciproco, nell'amicizia e nell'impegno personale. Un ragazzo normale deve uscire di casa sognare e incontrare gli altri e può, anche senza ricorrere necessariamente a mostri o esseri orripilanti o alla tecnologia spinta, vivere le stesse avventure le stesse emozioni, inseguire i sogni, correndo semplicemente su un prato o inoltrandosi in un bosco con gli amici. 


7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Scrivere e raccontare è un desiderio che si è andato rinforzando pian piano, man mano che nella vita ho trovato e riconosciuto cose che secondo me, vale la pena di raccontare. 


8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Quando i miei figli erano piccoli amavano che raccontassi loro storie prima di addormentarsi e io gli insegnavo a raccontarsele anche da soli per indirizzare i sogni. Lo facevano anche più tardi chiusi in casa durante le giornate tediose a causa del tempo o in vacanza, andavamo in campeggio, nei momenti di pausa e relax. Lo facevo anche io e l'ho rifatto con grande piacere. 


9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

No. Mai neppure per un momento. 


10. Il suo autore del passato preferito?

Salgari e Asimov. 


11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Credo sia il vero futuro del libro elettronico, quando il sistema di lettura sarà un po’ meno meccanico. Non a caso tutti amano la radio ed il teatro, raccontare e sentire raccontare. Credo che il mio libro sia perfetto per questo scopo e spero sia nel suo futuro.

 

 

LIBERSFERA

DOMANDE INTERVISTA (Per il 3° POST).

 

 

  1. Chi è l’autore del libro? Raccontaci un po’ di te (non come scrittore), delle tue passioni, dei tuoi sogni…

Antonio Balzani, ho 64 anni e sono nato in uno splendido e storico paese della montagna parmense dove ho preso contatto con la realtà cioè che questi posti sono paradisi fino a 14 anni ed oltre i sessanta; nel mezzo occorre emigrare se si vogliono far studiare i figli. Io come tanti, anzi tutti, sono emigrato, vicino ma sempre e comunque sradicato.

  1. Cosa significa per te scrivere?

Mi permette di esprimere qualcosa che è dentro di me e che ritengo debba essere comunicato. Il libro si scrive perché sia letto e dunque deve contenere qualcosa che meriti di essere comunicato.


3. Cosa vuoi raccontare con il tuo libro e quali sono le tue ambizioni?

In gioventù le passioni e le emozioni sono forti, dominanti, poi arriva la maturità e ci si dedica razionalmente al consolidamento ed all’integrazione sociale, facendo scelte che crediamo motivate, assumendo responsabilità;

arriva infine un periodo della vita in cui le passioni scemano, il cinismo piuttosto che la saggezza imperano ma il ricordo riporta integralmente le emozioni assieme al pensiero della morte e facile la commozione.

Questo voglio raccontare nel mio libro: che è sempre il momento adatto per rimettersi in discussione, per rivedere le proprie idee e posizioni, che la vita è un percorso lungo che ci accomuna agli altri nel bene ma purtroppo anche nel male. Che il tempo scorre a fianco a noi e ci accompagna senza possibilità di ritorno. Che al centro della vita di un essere umano non c’è solo la necessità ma anche il desiderio e il piacere e almeno una grande passione, privata, attorno a cui il singolo percorso si avvolge. Che la serenità è meglio della felicità.


4. Quanto hai impiegato per la stesura del libro e qual è stato lo scoglio maggiore che ti ha portato via più tempo?

Anni, e la selezione dei ricordi  e delle cose che ritenevo importanti. Un diario che riassume sessanta e rotti anni senza diventare noioso  anche a chi scrive e rilegge è un riassunto difficile da fare.


5. Come ti sei sentito quando hai capito di aver portato a termine il tuo lavoro?

Alleggerito e soddisfatto: in ogni modo ho lasciato una traccia. Ho fatto quello che ho potuto meglio che potevo.


6. Qual è stata l’emozione più forte, positiva o negativa, che hai vissuto dopo la pubblicazione del libro?

I libri si scrivono soprattutto perché si ritiene di avere qualcosa da dire che merita di essere letta e dunque condivisa.

Ho sorriso al pensiero che molti potrebbero venire stimolati ad ulteriori riflessioni grazie alle mie provocazioni ed imput, al pensiero che ciò potrebbe anche portare qualche cambiamento, al presente e dunque  al futuro.


7. Credi che continuerai a scrivere in futuro?

Si credo di si ma dovrò pensare molto prima di poterlo fare di nuovo. Credo che mi metterò alla prova cambiando genere, sono un osservatore attento e molte cose mi colpiscono. Ripeto devo pensare che ciò che scrivo meriti di essere letto.


8. Quali sono i tuoi scrittori preferiti e, in generale, le letture che prediligi?

Salgari mi ha aperto la mente al mondo, Asimov all’universo, i romanzieri storici all’intricato connubio tra tempo e spazio, i filosofi mi hanno riportato sulla terra spiegandomi che quasi tutto è già stato preso in considerazione, le biografie  mi hanno spiegato che i grandi uomini non erano necessariamente uomini grandi.. Leggo di tutto.

 

 

LA VALLE DEI TEMPLI

Intervista con l’autore:

Roma, 21 marzo 2017 – Sta riscuotendo molta curiosità, ed anche  un buon successo in libreria. E' stato essere etichettato come “Il libro sorpresa del 2017”.  “Il mio pensiero libero, un viaggio infinito!“, scritto da Antonio Balzani. Un libro sorprendente, senza capitoli. Un collage di momenti fatti ricordi e riflessioni che ci accompagnano senza fatica e senza mai stancarci coinvolgendoci completamente. Un libro diverso; come un breviario si può e si deve leggere in avanti oppure all’indietro, anche a partire un qualunque punto che non è mai una fine ma sempre un inizio

"Si  può e si deve leggere  interamente come tutti i libri ma si può farlo subito o dopo e intanto leggere i quadri in avanti oppure all’indietro, a partire da ogni punto." Dice l'autore. Ogni volta, ogni lettura sarà sempre coincidente con un nuovo inizio, e mai una fine.

Il libro riporta le riflessioni e le tappe di un percorso che costituisce la vita di un uomo, in particolare quella dell’autore.

Il percorso si svolge dalla giovinezza, piena di emozioni e di passioni forti fino a  giungere alla maturità in cui si sviluppa l’interesse per la società, i meccanismi sociali e di interazione, per arrivare all’oltre nel quale la vita si riassume, ritrovando nei ricordi le motivazioni e nuovamente le emozioni. Con la presa in considerazione del “passaggio futuro”.

Proviamo a parlarne con l’autore, Antonio Balzani, per capire qualcosa di più di questa singolare opera.

D. Buongiorno dott. Balzani il suo libro pare stia andando veramente forte in tutte le librerie riscuotendo un discreto successo. A cosa è dovuta secondo lei l’attenzione che gli viene riservata dai lettori?

R. Credo sia per gli argomenti che tutti avrebbero desiderato fissare nel tempo senza mai farlo. Sono pensieri comuni a molti, ricordi, emozioni e riflessioni che fanno o hanno fatto parte del percorso di vita di ognuno. Ora hanno la possibilità di ritrovare quei pensieri e per il modo in cui sono proposti, farli diventare di nuovo i loro e stimolati rinfrescandoli.

 D. E’ un libro di facile lettura tipo ”da leggere prima di dormire” visto che è strutturato a pezzi disconnessi tra loro?

R. Non direi proprio, è vero che non esistono capitoli nel libro ma non credo sia una lettura distensiva e rilassante, piuttosto provocatoria e stimolante in cui le conclusioni non sono imposte, solo proposte.

 D. Sempre un nuovo inizio e mai una fine?

R. Il libro in effetti si può rileggere senza doverlo rileggere tutto quanto, andando a cercare gli spunti che hanno messo maggiormente in discussione o hanno sollecitato maggiormente l’attenzione del lettore per approfondirli direttamente. I singoli paragrafi tuttavia non sono disconnessi, fanno parte di un percorso strutturato lungo come la vita e che ne segue i ritmi.

D. Cosa intende con questo?

R. Vede, all’inizio è la gioventù che si connota di passioni ed emozioni fortissime cui segue il periodo della maturità in cui si affrontano le problematiche sociali, la politica, ci si pongono le grandi domande. Dopo questo si passa all’oltre, un periodo più o meno lungo in cui le passioni risultano sempre più sopite ma le emozioni invece ritornano assieme ai ricordi. Ha fatto caso che i vecchi si commuovono facilmente mentre solo qualche anno prima non l’avrebbero mai fatto?

 D. Lei dice che è un libro provocatorio e che mette in discussione il lettore

R. Esatto, nella vita di un uomo si incontrano problematiche che richiedono di definire la propria posizione rispetto gli eventi attuali e la loro origine storica. Non si può evitare di parlare di politica o di religione di confrontarsi con l’altro, il diverso o semplicemente differente. Occorre chiedersi per cercare di capire e di capirsi. Bene io propongo le domande ed a volte fornisco la mia risposta. E’ il lettore che metterà se stesso in discussione.

 D. Il lettore dunque non deve leggerlo il suo  come un libro di fatti ma di possibilità?

R. Tutto ciò che oggi è così come lo vediamo ha richiesto un percorso ed un adattamento ai tempi.

Il passato si chiama storia, si chiama filosofia, religione, scienza,  il presente si chiama pensare con la propria testa. Ogni allievo migliora il maestro.

 D. Ma le domande sociali e politiche o religiose non rischiano di scontrarsi pesantemente con la realtà attuale?

R. E’ ovvio che la stessa domanda avrà risposte possibilmente differenti ma se il percorso di approfondimento è comune e viene affrontato con sincerità, forse molte differenze possono essere ridotte e definite come non sostanziali. D’altronde l’amore non si scontra tutti i giorni con la realtà? Questo fatto non gli impedisce certo di esistere perché la realtà segue le leggi semplici della natura che ci piaccia o no.

 D. Un ultima domanda dottore, lei afferma che c’è una parte che può anche essere saltata.

R. No certo che no. Nella vita di ognuno c’è un tronco centrale attorno a cui tutto si avvolge: la propria passione speciale. La mia passione centrale è lo studio e la comprensione della semplicità della natura alla base della estrema complessità delle cose. Invito a leggere tutto il libro perché è così che si legge, ma chi si trovasse ad annoiarsi o in difficoltà può affrontare l’argomento con più calma.

D. In una frase lapidaria: perché si dovrebbe acquistare e leggere il suo libro ?

R. Beh, perché io l’ho scritto, so che è interessante, e leggere è bello e rilassante ma deve essere anche stimolante.

 

COMUNICATI STAMPA.NET

 

Intervista con l’autore del libro sorpresa del 2017 “Il mio pensiero libero, un viaggio infinito!”

By Antonio Balzani on Mar 21, 2017 02:02 pm
Roma, 21 marzo 2017 – Sta riscuotendo molta curiosità, ed un buon successo in libreria, tanto da essere etichettato come “Il libro sorpresa del 2017”.

Stiamo parlando di “Il mio pensiero libero, un viaggio infinito!“, scritto da Antonio Balzani.

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RECENSIONE LIBRI.ORG

INTERVISTA A ANTONIO BALZANI, AUTORE DE "IL MIO PENSIERO LIBERO: UN VIAGGIO INFINITO"

Scritto Da Redazione il 13 maggio 2018

Nato a Bardi (PR) nel 1952, Antonio Balzani è un tecnico che si è occupato di ambiente, inquinamento, problemi di interazione tra industria e società. Si occupa di ecologia sociale ed ha scritto numerosi articoli. Ha insegnato per molti anni. Ha scritto diversi libri e racconti, di cui alcuni premiati

Parliamo subito del tuo ultimo libro il mio pensiero libero: un viaggio infinito.

Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Si inserisce nel filone dei saggi. Racconta del viaggio dalla gioventù alla maturità attraverso i ricordi, le discussioni, ma soprattutto le emozioni, i sentimenti, che hanno segnato il viaggio senza Fine. Un insieme di quadretti senza capitoli, un collage che restituisce in una visione continua i momenti, i pensieri e provoca nel lettore uno stimolo forte a mettere sé stesso in discussione.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Credo che gli italiani siano un popolo di giovani scrittori piuttosto che di lettori. Hanno necessità di scrivere per esprimersi non essendo più in grado di farlo, ma non hanno la pazienza di ascoltare. La mia passione per la scrittura deriva da quella ancora maggiore per la lettura.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po' l'atmosfera e l'ambiente, (lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ci sono voluti anni. Due anni circa per ritrovare nella mente e nel cuore i momenti e i ricordi e scriverli. Poi un anno per selezionarli e organizzarli. Uno per rileggerli e arrivare al libro. Ho dovuto vivere una per una le emozioni che li hanno impressi a Fuoco nella mia mente e nel mio cuore: i dubbi, i sentimenti, la rabbia, l'amore.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Ho letto tanto e nel tempo molti generi mi hanno appassionato. Dovendo scegliere credo che Asimov, Verne e Salgari mi facciano da guida assieme a qualche filosofo come Rousseau e naturalmente i classici. Ricorderei anche Radio Alcatraz brillante programma condotto su rai due da un condannato a morte per il tempo che gli rimaneva, un tempo a scadenza certa. Odio i gialli d'azione, pochi esclusi e i mostri.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Il libro è lungo dunque una non basta. Occorrerebbe passare dal classico Puccini ai Led Zeppelin, con una punta di Jimy Hendrix e hard rock, frammiste a un po', tanto, fondo di blues. No al jazz. Bello ma non va bene.

Un'ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

La forza dell'uomo non è la capacità di comunicare comune a molti animali ma quella di fantasticare. Leggere permette di farlo. Inoltre leggere è il divertimento in assoluto meno costoso e più liberatorio che ci sia. Pensare ci rende liberi! Fatelo.

blog.booksprintedizioni.it

  1. 1.      Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato a Bardi, (Parma) un paese di alta collina dominato da una imponente fortezza medioevale e contraddistinto da un paesaggio aperto sulla valle ampia del torrente Ceno.  Un luogo di tradizione e innovazione.  Un posto splendido per crescere in prossimità della natura finché purtroppo non si deve crescere anche in età e andarsene per studiare o lavorare. Un paese di emigranti verso l'Inghilterra e la Francia e l'America che riportano ogni estate le culture di quei paesi e le confrontano integrandole con quella locale.

  1. 2.      Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Io consiglierei il ciclo della fondazione di Asimov, senza trascurare le Tigri di Mompracem di Salgari.

Sono libri che aprono la mente e predispongono all'avventura al viaggio, alla scoperta e alla conoscenza di luoghi culture e paesi, situazioni possibili  e solo apparentemente lontane.

  1. 3.      Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?

Io non credo ci sia una reale perdita di interesse dei potenziali lettori ma piuttosto di un'indirizzamento forte da parte degli editori verso un nuovo tipo di letture economicamente più sostenibili.

Non sono incompatibili.

L'amante dei libri magari li legge prima in forma di Ebook e poi li acquista stampati per averli presso di sé in modo duraturo.

Tuttavia si toglie in questo modo il piacere di curiosare tra gli scaffali delle librerie facendosi liberamente attrarre dalle stimolazioni dell'ambiente.

  1. 4.      La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

E' decisamente un amore ponderato! Credo che tutti gli adolescenti provino prima o poi a scrivere ma poi abbandonano il progetto perché coinvolti nel duro processo di maturazione sociale. Qualcuno, solo qualcuno è così talentuoso da diventare un vero scrittore in giovane età.

Col tempo e l'esperienza, quando scemata la forza delle passioni diventa possibile ritrovare le emozioni nel ricordo, allora diviene finalmente possibile dedicarsi nuovamente alla scrittura.

  1. 5.      Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Quando ero un ragazzino tutti erano cowboy o indiani, tutti avevano pistola e fucile o costruivano archi e frecce di legno. Sono cambiati i tempi ma l'avventura è avventura e gli uomini sono sempre quelli.

I genitori e la scuola raccontano storie ai ragazzini per trasmettergli i valori che guideranno la loro evoluzione.

Io ho voluto fare proprio questo, raccontare storie coinvolgenti e stimolanti.

  1. 6.      Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Voglio ricordare che al mondo ci sono sempre i buoni e i cattivi, i deboli e i forti, che la tratta e lo sfruttamento di altri esseri umani non è un fenomeno solamente attuale e infine che i valori fondamentali e vincenti risiedono nel rispetto reciproco, nell'amicizia e nell'impegno personale.

Un ragazzo normale deve uscire di casa sognare e incontrare gli altri e può, anche senza ricorrere necessariamente a mostri o esseri orripilanti o alla tecnologia spinta, vivere le stesse avventure le stesse emozioni, inseguire i sogni, correndo semplicemente su un prato o inoltrandosi in un bosco con gli amici.

  1. 7.      La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Scrivere e raccontare è un desiderio che si è andato rinforzando pian piano, man mano che nella vita ho trovato e riconosciuto cose che secondo me, vale la pena di raccontare.

  1. 8.      C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Quando i miei figli erano piccoli amavano che raccontassi loro storie prima di addormentarsi e io gli insegnavo a raccontarsele anche da soli per indirizzare i sogni.

Lo facevano anche più tardi chiusi in casa durante le giornate tediose a causa del tempo o in vacanza, andavamo in campeggio, nei momenti di pausa e relax.

Lo facevo anche io e l'ho rifatto con grande piacere.

  1. 9.      Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

No. Mai neppure per un momento.

10. Il suo autore del passato preferito?

Salgari e Asimov.

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Credo sia il vero futuro del libro elettronico, quando il sistema di lettura sarà un pò meno meccanico.

Non a caso tutti amano la radio ed il teatro, raccontare e sentire raccontare.

Credo che il mio libro sia perfetto per questo scopo e spero sia nel suo futuro.