Titoli

25) Storia ed evoluzione dell’umanità

26) Trading e truffe, Gioco e patologie

27) Inquinamento

 

Storia ed evoluzione dell’umanità

Ecologia, Alchimia ed Ecologia sociale. 

Il governo delle risorse per durate limitate alla vita umana è un obiettivo possibile e per questo ricercato. Cinquant’anni sono un buon tempo di pianificazione, un obiettivo realizzabile. L’ecologia sociale, studia gli effetti sociali e gli equilibri che si sono venuti e si vengono a formare tra le varie, passate ed attuali, situazioni antropiche di convivenza. Le migrazioni umane sono documentate nei millenni, originate soprattutto dalle variazioni climatiche e dalle azioni umane indirizzate a controllare e gestire i loro effetti. La natura è caotica e interferenziale, il comportamento della specie necessariamente disordinato ed anarchico. Il concetto politico filosofico di anarchia, dovuto all’autocoscienza, è una possibilità in più contro l’estinzione della specie.

L’alchimia, scienza, non scientifica, dà atto che esiste un collegamento tra tutto ciò che esiste, che si forma e trasforma e ne ricerca operativamente ed assiduamente le chiavi nella speranza di raggiungere il controllo e lo fa da migliaia di anni, da quando esiste l’uomo. 
Un tutto cosmico collegato alla naturalità ed alle sue evoluzioni psicologiche ed anche sociali, antecedente al moderno concetto di ecologia. 
L’ecologia sociale, è una branca, un ramo della infinita ramificazione visibile e studiabile della pianta altrimenti definita come albero della vita. Attraverso lo studio dei rami e dei loro snodi e collegamenti si tenta di risalire al tronco e da lì si spera di poter accedere alle radici e all’origine della linfa, il nutrimento che l’intera pianta cosmica sostiene.

L’ecologia sociale studia gli effetti sociali e gli equilibri che si sono venuti e si vengono a formare tra le varie, passate ed attuali, situazioni antropiche di convivenza in ragione del clima, della collocazione temporale e geografica, della disponibilità di risorse da utilizzare e difendere, della densità di popolazione che tali risorse utilizza e ridistribuisce. 
Al di là delle espressioni politiche che hanno durate e prevalenze brevi nel governo dei popoli e delle civiltà che nascono si espandono e annichiliscono, l’uomo, specie animale tra le altre non può sfuggire alla sua natura e si comporta di conseguenza secondo i caratteri della sua specie, organizzandosi di volta in volta, vivendo di volta in volta in contesti differenti e mutevoli ma sempre orientati dalla sua naturalità. 
Il governo della specie è mutevole ed il comportamento della stessa necessariamente disordinato ed anarchico. 

Gli equilibri si instaurano non per l’espressione di precise e razionali volontà ma per rispondere alle esigenze di sopravvivenza, conseguimento e mantenimento del benessere della maggior parte degli individui che ne fanno parte. 
Una parte di questi individui è sacrificabile come per ogni specie animale, i deboli i malati, a salvaguardia della maggior parte del branco, unità, tribù di individui sani ed adeguati, nella norma secondo le condizioni del periodo. 
Alcuni studiosi hanno cercato di schematizzare, come sempre fanno gli studiosi per capire i meccanismi; alcuni politici più avveduti hanno cercato e cercano tutt’ora di strumentalizzare i concetti derivanti dallo studio dell’ecologia sociale. Generalmente per mettere o proporre, imporre, ordine dove naturalmente regna il caos. 

Come per il vento, le maree, le fioriture, la fruttificazione, il clima, il movimento delle grandi zolle terrestri e i loro effetti, tutto avviene relativamente a condizioni variabili e per la creazione di equilibri di durata temporale limitata senza possibilità di governo. 
Tuttavia il governo delle risorse, per durate limitate alla vita umana, è un obiettivo possibile e per questo ricercato. 
Cinquant’anni sono un buon tempo di pianificazione, un obiettivo realizzabile, pur rimanendo un risultato estremamente difficile da conseguire, come dimostra la storia dell’uomo e naturalmente solo su spazi, relativamente ridotti e anch’essi mutevoli.

Sarebbero sufficienti le migrazioni umane documentate nei millenni, originate soprattutto dalle variazioni climatiche e dalle azioni umane indirizzate a controllare e gestire i loro effetti, a documentare tanto la fattibilità quanto la non sostenibilità spazio temporale di questa fattibilità. 
La natura è caotica e interferenziale, il massimo risultato con la minima energia utilizzabile sono il suo obiettivo, la sperimentazione di novità biologiche e ambientali continue e ripetute all’infinito sono il suo metodo operativo, l’anarchia di comportamento finalizzato all’adattabilità delle specie corrisponde all’organizzazione necessaria alla sopravvivenza. 

Nell’uomo una caratteristica tanto naturale quanto differente agisce da catalizzatore: la convinzione, dovuta all’autocoscienza, che ogni individuo sia superiore a tutti gli altri e quindi ogni individuo partecipa ai meccanismi di specie solo in funzione, cosciente, del suo personale tornaconto.
Le scelte simili di molti generano gli stati politici ed ideologici rilevanti nel periodo e nell’area geografica.
Il trionfo del concetto politico filosofico di anarchia, in cui un individuo rimane tale e partecipa, attivamente o passivamente, alle regole sociali generali in funzione delle sue esclusive momentanee scelte e convinzioni. 

Da qui una vitalità che manca alle altre specie e l’introduzione di variabili in grado di aumentare il caos e le possibilità di variazioni agli schemi generali di comportamento. 
Una possibilità in più contro l’estinzione della specie ma anche, purtroppo, un’arma in più per una sua efficace riuscita. 
A. Balzani

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Trading e truffe, Gioco e patologie

Un confine molto sottile.

14.000.000 di italiani lo fanno. Tutti possono fare trading; le piattaforme e gli algoritmi permettono di operare dal telefono o dal computer con immediatezza e assoluto controllo. I social si riempiono della nuova parola di moda e tendenza: il Forex. 
I contatti telefonici si moltiplicano a dismisura per l’interesse dimostrato una sola volta. Entrerai in contatto con veri geni del trading, surfisti dei mercati che però il giorno del prelievo dei giusti guadagni si riveleranno come idioti incompetenti.
SEI STATO TRUFFATO ! L’errore diventa il nodo, l’oggetto su cui si basa la truffa. Non c’è più nulla da fare!
E’ un sistema truffaldino che usa tecniche consolidate: azioni premeditate, fredde, intenzionali, metodiche e ripetitive per raccogliere fondi che non verranno mai restituiti. Un sistema volto a frodare mediante simulazione di errore e in cui proprio l’errore è l’elemento oggettivo.
Il sistema è assolutamente idoneo a un veloce riciclaggio di denaro sporco.

Tempo di crisi. 
I soldi dei risparmiatori depositati in banca non rendono nulla. 
Le obbligazioni arrivano addirittura a pagare interessi negativi. 
Gli investimenti proposti sono rischiosi e non danno garanzie di rendimento se non sul lungo periodo; spesso richiedono notevoli commissioni d’ingresso e tagli elevati: cifre importanti per molti.
Fai debiti dicevano ai tempi dell’inflazione al 20% fai mutui e compra immobili. 
Oggi gli immobili valgono meno o tanto quanto li hai pagati e il loro mantenimento, lo stesso loro possesso, costa: 
imu, manutenzioni, bollette, tasse rifiuti, etc.
Affittare con un buon rendimento è diventato quasi impossibile spesso significa solo perdere il controllo della proprietà. Vendere coincide con la parola svendere. 
C’è chi è costretto a farlo per mantenere un tenore di vita costante. 
Per fortuna degli italiani gli immobili derivano per la maggior parte da eredità grazie alla riduzione demografica: meno persone, meno famiglie, meno eredi e concentrazione di assi ereditari. 
Il cellulare e l’informazione televisiva ti bombardano di notizie assillanti: non ci si può fidare delle banche, non ci si può fidare delle istituzioni imbavagliate, irretite, costrette in una ragnatela burocratica che impedisce loro quasi qualunque movimento. Ladri, e truffatori imperversano nelle nostre vite, il senso di sicurezza derivante dalla fiducia nella correttezza degli altri, del prossimo, è svanito persino dalla leggenda: oggi è un mito. 
Lo stesso cellulare ti propina social come palliativo all’emarginazione, alla solitudine sociale. 
La gente passa ore collegata ai social e col telefono in mano a cercare una socialità che non c’è più.
Non frequentare la gente significa correre meno rischi, non doversi fidare.
Una falsa socialità e falsamente innocua. 
Sui social si legge e favoleggia di bitcoin che arricchiscono in breve anche i più sprovveduti investitori. 
Bastano venti minuti di lavoro al giorno per integrare lo stipendio. 
Tutti possono fare trading, le piattaforme e gli algoritmi permettono di operare dal telefono o dal computer con immediatezza e assoluto controllo. 

I social si riempiono della nuova parola di moda e tendenza: il Forex. 
Non partecipare al forex facendo trading è sintomo di esclusione sociale e arretratezza culturale, come non avere il Suv o non portare ed esibire occhiali e accessori firmati a contorno di abiti cinesi del minor costo possibile.
E allora si inizia a curiosare passando dalle piattaforme di gioco e scommesse on line a quelle di trading on line. 
Non costa nulla provare. Ci sono i demo, le istruzioni, non si rischia niente e si impara. 
Bastano pochi euro per giocare poi, una volta imparato il meccanismo. 
Un gioco, coinvolgente, adrenalinico che si può fare senza pubblicizzare la cosa e non fare così la figura dei consumatori succubi e ignoranti: non si sa mai che si possa perdere. 

Una volta è sufficiente! 
Il tuo nome, a tua insaputa viaggia per il mondo e manda il seguente messaggio in ogni dove: questa persona è interessata al gioco e al Trading. 
Iniziano i messaggi pubblicitari: vieni a giocare con noi, con noi è meglio, diventa ricco e divertiti in sicurezza. Bastano pochi euro per iniziare. 
Poi seguono le telefonate: decine e decine di telefonate a cadenza bi o trimestrale, verso la fine del mese. 
Seducenti voci femminili o calde voci maschili, accenti stranieri ed esibizione di titoli; operatrici e operatori che ti spiegano la loro proposta: un piccolo investimento e un consulente che ti guiderà nei primi passi; avrai il controllo di tutto ciò che succede. 
Il gioco inizia. 

Inizi con duecento €; in tre giorni con la guida del consulente che ti chiama al telefono ameno una volta al giorno il tuo saldo in piattaforma sale a mille. 
Ha visto che si può fare? Immagini cosa potrebbe fare con mille, poi cinquemila. Provi, un piccolo sforzo che merita, non vorrà privarsi di una possibilità di guadagno; cosa se ne fa di quei pochi soldi? Ci paga gli interessi bancari? Non può neppure andarci in vacanza con la famiglia. 
E cinquemila diventano diecimila. Bello, che ansia però! Buongiorno caro, è contento? Forza ancora un piccolo sforzo e allora si che vedrà i fuochi artificiali, cifre che neppure poteva immaginare. 
Si ma l’importante è poterli portare a casa questi soldi... Ma lei può farlo in qualsiasi momento. E’ sufficiente che la piattaforma segni un saldo positivo adeguato alla sua richiesta, che non siano attive operazioni. 
Naturalmente c’è sempre un rischio elevato in queste operazioni è sempre possibile sbagliare e perdere, sarebbe opportuno lasciare un capitale sufficiente ad affrontare il rischio. 
Ed ecco due o tre operazioni finora sempre positive si rivelano perdenti. Un chiaro messaggio: non sempre si può vincere!
Guardi, le propongo un progetto a termine: lei investe altri diecimila euro per due mesi, sessanta giorni, poi potrà prelevare ma non cinquemila, ventimila, cinquantamila. 
Ma veramente... io non mi sento di andare oltre, come faccio per ritirare i guadagni? 
Gliel’ho detto basta chiedere.
Beh credo che farò così: domani ritirerò tremila euro e lascerò il resto in piattaforma così lei potrà operare con un buon capitale e aiutarmi a farlo rendere ed io comincerò a recuperare l’investimento.
Domani no, non può farlo perché ci sono operazioni aperte che è troppo rischioso sospendere e poi ci vogliono due o tre giorni perché la società provveda alla contabilizzazione.
Va bene allora facciamo così: i mercati chiudono venerdì. Lunedì farò la richiesta di prelievo. 
Va bene a domani allora. 
NON SUCCEDERA’ MAI!
Il giorno prima del prelievo concordato accadrà un errore. 
La piattaforma segnerà in poche ore una perdita totale del guadagno virtuale e dell’intero capitale investito salvo una piccola percentuale di salvaguardia.
Salvaguardia si ma per chi gestisce la piattaforma di investimento che così avrà la possibilità di ricontattati per scusarsi dell’inconveniente e suggerirti un ulteriore piccolo investimento necessario per ripristinare la situazione positiva e permettere il prelievo. 
Hai due scelte allora: perdere tutto e rassegnarti o tentare di ridurre il danno. 
Sono professionisti, seri, competenti, l’hanno dimostrato, hai controllato anche le liste nere su internet e la società gode di buona reputazione, si è vero qualcuno si è lamentato ma per cifre ridicole, si vede che non aveva la forza di giocare a questo gioco rischioso. 
Investi ancora e ricomincia la manfrina: telefonate quotidiane, amicizia e imbonimento, risultati positivi, richiesta di prelievo ed errore. 
I geni del trading, i surfisti dei mercati, quel giorno, il giorno del prelievo si riveleranno come idioti incompetenti.
SEI STATO TRUFFATO ! L’errore diventa il nodo, l’oggetto su cui si basa la truffa. Non c’è più nulla da fare!
Puoi denunciarli ma perché vengano indagati e possibilmente chiusi passeranno dei mesi ammesso che qualcuno lo faccia davvero. Risorgeranno il giorno dopo con un’ altro nome.
Non puoi contare sulla Consob o su altri enti di controllo: non hanno potere, al massimo emetteranno un avviso sulla loro bacheca che dice: attenti a quei due.
Ricevi centinaia di offerte telefoniche, ti sono proposti e visiti centinaia di siti ma di certo nessuno ha mai ricevuto la pubblicità del sito Consob.
Per avere un risarcimento, nel migliore dei casi e se viene accertato un reato, ti dovrai affidare ad un legale che chiederà parcelle salate con acconti rilevanti, se no non potrai neppure chiedere il risarcimento del danno subito ed accertato.
Ti troverai ad aver investito duecento euro per giocare e sarai finito a perderne trenta, quarantamila, i tuoi risparmi di una vita irrimediabilmente persi e bruciati in poche ore.
E’ una realtà costante. Perfino Striscia la Notizia ha mostrato il 23 giugno il metodo ostacolante e anche minaccioso di una società fra le tante: ForexGrand.

Riciclaggio? 
Se io vengo contattato da un “mafioso” rispettabile uomo d’onore e d’immagine, che mi offre 5.000 € per fare alcune operazioni di trading con i soldi suoi, diciamo 100.000 € io cosa faccio? Lo faccio! 
Tramite mio i gestori della piattaforma ricevono i soldi e sanno da chi arrivano: da me, è documentato.
Non hanno responsabilità circa l’origine. 
Perdono rapidamente i soldi che finiscono in tasca a chissà chi, secondo un programma predefinito e ben collaudato. 
Io logicamente non denuncio. Intasco il mio compenso e tanti saluti. Non ho fatto nulla di male!
Quei soldi, ora dovunque siano, sono puliti e irrintracciabili. Rapido ed efficace!
E il bello è che funziona anche con quelli non sporchi. I miei! Stesse tasche che si riempiono! 
Rischio denuncia? Irrisorio, irrilevante.

Si tratta di ruoli ben definiti di un comportamento fraudolento nei confronti dei clienti, complici gli amministratori, volto a frodare mediante simulazione di errore e in cui proprio l’errore diviene elemento oggettivo.
La truffa si basa sulla promessa di una “sempre immediata, totale e assoluta disponibilità del capitale prelevabile e dei guadagni eventuali”, dovuti alle operazioni di trading condotte da professionisti che si mostrano capaci. 
La frode si basa sull’occultamento sotto la forma di un’azione normale e lecita, un comportamento quantomeno falsamente incompetente, con il mancato rispetto della clausola a base del rapporto fiduciario di ogni società che opera mediante consulenti nel settore: “non si effettueranno operazioni non monitorate e il metodo di investimento sarà sempre tale che il capitale sia in ogni caso salvaguardato”, pur accettando il rischio di mancati guadagni o lievi perdite recuperabili. 
Il danno deriva dalla violazione del rapporto fiduciario tra le parti che viene instaurato nel tempo e che permette di reiterare per la stessa vittima la stessa tecnica, con la promessa di riportare la situazione deteriorata alla normalità, previo deposito di nuovi capitali dati in gestione.
La prima volta rimane qualcosa, il cliente non perde la fiducia; la seconda troppo poco e se la perderà sarà comunque troppo tardi: non sarà più in grado di recuperare il danno subito. 
E probabilmente non sarà neppure in grado di agire per vie legali.
Quattordici milioni di italiani lo fanno. Buon divertimento a tutti!


Antonio Balzani

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Inquinamento!

Cos'è l'inquinamento? E' cattivo sempre? Come si esplica? cosa comporta?
La somma dei comportamenti di ogni singolo è il comportamento globale della specie umana. 
Ci stiamo mangiando il tempo a nostra disposizione e paghiamo un prezzo elevato che crescerà a dismisura.

INQUINAMENTO in tre parole significa ALTERAZIONE DEI PARAMETRI AMBIENTALI

Non significa solo: sporco, puzzolente, fastidioso alla vista, dannoso per la salute. 
Significa anche utilizzo dell’ambiente per fini utili o necessari, dominio della natura e gestione dell’ambiente di vita, modifica dei parametri ambientali ai fini di una migliore godibilità da parte dell’UOMO o nel suo interesse.

Non sono le borse di plastica che abbandonate, inquinano il bosco e lo rendono meno godibile o addirittura non godibile, né il mare: sono gli imbecilli che le abbandonano. Proprio lì, assieme alle scatolette, alle cicche di miliardi di sigarette e ai resti vari che inquinano. 
Ignoranti e MALE EDUCATI.

Ma se in presenza di una mefitica palude piena di ragni zanzare, serpenti e coccodrilli, esalazioni gassose e diffusioni patogene di batteri malarici l’UOMO (Voi) decideste di bonificarla per ottenerne diciamo, 1/3 edificabile per meglio viverci e lavorarci, 1/3 destinato alla produzione agricola per mangiare meglio e di più, 1/3 per realizzarci un meraviglioso insieme di parchi e giardini dove scorrazzare liberamente e tutti insieme: vecchi e bambini, giovani romantici; allora quanti naturalisti animalisti ambientalisti conservatoristi, industriali, operai, studenti, agricoltori e chi più ne ha più ne metta, protesterebbero accusandovi di INQUINAMENTO?

Qualcuno di voi si ricorderebbe di chiedere alle zanzare e ai serpenti cosa ne pensassero prima di realizzare le opere?

Inquinare è una scelta politica! 
Nel nome del BENE COMUNE, dove e quando, l’insieme dei perché e delle necessità inderogabili che giustifichino gli interventi!

In che modo, quanto, è una questione economica! 
Il bilancio benefici-costi, quanto posso spendere, quanto ne devo ricavare, chi ne deve ricavare e quanto per ciascuno, è una variabile esclusivamente economica. 

Come realizzare l’inquinamento è una questione tecnica e nell’ordine viene per ultima: il ponte o l’argine, il grattacielo o il parco saranno più belli, più grandi, più solidi, più avveniristici. Saranno maggiormente privi di negatività, tanto maggiore e migliore sarà la tecnologia utilizzabile, quanto più denaro e mezzi si avranno a disposizione. 

L’inquinamento può dunque e certamente è, negativo ma può essere anche positivo, dipende dalla scala dell’intervento e poi da quella di verifica e misura degli effetti: puntuale, ampia, regionale, continentale, mondiale.

E’ pur vero che se nelle nostre città non circolassero più automobili inquinanti di vecchia tecnologia ma solo auto a idrogeno e molto silenziate o addirittura fossero realizzate zone pedonali con marciapiedi mobili, scorrenti in continuo nei due sensi (modello aeroporto o scale mobili in piano per intenderci) e la più assoluta interdizione ad ogni traffico motorizzato, l’ambiente urbano ne risulterebbe molto più godibile per tutti gli abitanti ed il problema dell’inquinamento sarebbe in gran parte risolto ma...: c’è sempre un ma.

Se le auto inquinanti e di vecchia tecnologia non vengono distrutte e non ne viene sospesa la produzione ma esse vengono semplicemente vendute ai paesi in via di sviluppo, a livello mondiale cosa cambierebbe? 
Io starei certamente meglio ma per contro ci sarebbe chi starebbe peggio, inquinato come o più di noi adesso. (Ma questo è un altro discorso, in quei paesi per ora si limitano a morire di fame perché non possono comprarsi gli OGM, ma possono sempre distruggere e bruciare le foreste tropicali per produrre zucchero da canna, semi di quinoa o soia, per il nostro assurdo ed immotivato uso e consumo) 

Si dice che se una farfalla batte le ali in Australia, si scatena il terremoto in Giappone, avviene una frana sugli appennini e un gatto muore d’infarto nella villa della sua padrona in Inghilterra.
E’ tutto vero! Ogni azione scatena una reazione nel suo dintorno ma gli effetti sono rilevabili o misurabili in modi differenti secondo l’ampiezza di questo intorno.

L’ECOLOGIA è la scienza integrata che STUDIA I SISTEMI COMPLESSI INTERATTIVI; l’uomo e il suo habitat sono uno, solo uno, di questi sistemi, come i pesci e il loro habitat o una classe scolastica all’interno delle quattro mura, il mio acquario, il mio letto e i suoi acari residenti. 
Per studiare un sistema occorre definirlo: prima nei suoi parametri essenziali, nello spazio (dove, esattamente, entro quali limiti) nel tempo (quando esattamente, entro quale spazio temporale) e nel numero e tipologia dei parametri interattivi (chi esattamente interagisce e con chi o cosa). 

Se non si procede in questo modo si rischia di generalizzare ed intendo di “parlare a vanvera”. 

Cari signori che mi leggete, definire un piccolo sistema chiuso, con pochi parametri, in un tempo istantaneo è davvero difficile. 
Figurarsi parlare dell’inquinamento di una città, regione o addirittura del mondo, presumendo che qualche caldaia e alcune auto in pochi decenni siano, per il mondo, altrettanto importanti di centinaia di vulcani attivi e dei meccanismi funzionali di una manciata di mari ed oceani,
con acque in condizioni differenti da punto a punto, milioni di punti, oppure di qualche migliaio di cicloni ed anticicloni, del nino e della nina, dello scorrimento delle zolle, delle radiazioni solari variabili etc. 

E’ però vero che le nostre città sono inquinate = poco godibili ma la mia lo è più della tua e meno della sua. 
E’ altrettanto vero che la temperatura media del mondo superficiale, nel ciclo geologico del mondo, è ora di poco inferiore a quella equivalente di circa cinque milioni di anni fa: ora circa +1,5 °C con tendenza ai + 4°C. ( era circa +2° allora)

Sarebbe un vero disastro per l’intera umanità che contribuisce, non tanto a creare il fenomeno ma certamente a velocizzarlo, incrementando l’effetto serra con le sue emissioni industriali. Se continua così non avremo il tempo di adattarci, di adattare i nostri stili di vita, le nostre economie come potremmo fare. In natura chi non si adatta si estingue! Noi potremmo farlo se ci rimanesse il tempo.

Questo è il problema: ci stiamo mangiando il tempo a nostra disposizione e paghiamo un prezzo elevato che crescerà a dismisura.

Forse è meglio limitarsi a parlare dello stato di maggiore o minore agio e benessere; della maggiore o minore godibilità dell’ambiente, il più circoscritto possibile, quello in cui viviamo, a contribuire ognuno efficacemente a migliorare questo nostro spazio vitale ed a studiare i modi possibili, in maggior silenzio e con maggior efficacia, senza mai confondere NOI STESSI con L’UMANITÀ!

La somma dei comportamenti di ogni singolo è il comportamento globale della specie umana. 
Per i tempi lunghi di questa sommatoria, non la nostra, noi ora, adesso ma la “sua” sola speranza di sopravvivenza, quantomeno in condizioni accettabili.

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