Titoli

19) L’informazione o la disinformazione: metodo operativo

20) Alimenti e salute: quale scelta

21) Vivere la natura: il piacere del cervello

L’informazione o la disinformazione: metodo operativo

L’informazione o la disinformazione, l’informazione parziale, l’informazione mirata

L’informazione o la disinformazione, l’informazione parziale, l’informazione mirata: esiste un metodo semplice per dire si intendendo no e in definitiva attestarsi sul ni lasciando apparentemente a voi la scelta.

L’informazione o la disinformazione, l’informazione parziale, l’informazione mirata: metodo semplice per dire si intendendo no e in definitiva attestarsi sul ni, lasciando apparentemente a voi la scelta.
La tecnica esposta è semplice e può essere utilizzata in ogni settore, in ogni ambiente, in ogni situazione; dunque potete essere certi che viene utilizzata quotidianamente per imbonirci, imbrogliarci venderci o stimolarci in un senso o nell’altro.
Per fortuna per ognuno che vende veleno c’è almeno qualcuno che vende antidoti. L’equilibrio è dinamico ma esiste, basta ricordarsi di leggere da più fonti, discutere con più persone, confrontarsi con chi ha idee e formazione differenti e farsi così, sempre, una propria opinione critica. 

Post scriptum: ricordatevi che entrambi, veleni e antidoti, sono comunque pericolosi e tossici in differente modo ed effetto sui diversi soggetti che ne utilizzano e normalmente, sono alternativi! A voi la scelta.

L’ ENFASI: Non cambia il significato delle parole, non cambiano i contenuti ma cambia radicalmente il messaggio nel modo in cui viene recepito. E’ uno dei tanti modi di alterare l’efficacia della comunicazione .
Ti amo. (La mattina) TI AMO. (La sera) TI AMOOOO!!!: (per S. Valentino a 16 anni). 
Altro esempio IL 2012: 
1. TREMATE! ........DAL 2012 AVRA’ INIZIO LA FINE DEL MONDO CONOSCIUTO! 
2. ABBIATE FIDUCIA……..DAL 2012 INIZIERÀUNA NUOVA ERA………… 
Contrari che non si contrariano e affermano invece la stessa cosa, la quale per altro si può affermare per qualsiasi anno ;
Questo messaggio invece è diverso:….non preoccupatevi dal 2012 tutto continuerà come prima e come sempre; cambierà solo il calendario su cui contare i giorni……. : il messaggio è differente, più sensato e ragionevole ma non per questo più efficace, perché meno enfatico. 

Alcune volte si ricorre alla copertura complessiva di un messaggio utilizzando in una sequenza improbabile, messaggi differenti: 
Il riscaldamento globale è colpa dell’uomo perché antepone l’economia al benessere e inquina. Il riscaldamento globale è un normale effetto ciclico della vita del pianeta, cui tutte le specie viventi si devono adattare. Il riscaldamento globale avrà un effetto catastrofico sulle economie dei paesi forti. Il riscaldamento globale è colpa dell’uomo perché antepone il benessere ad una corretta economia e inquina L’umanità subirà gravi conseguenze dal cambiamento climatico! Occorre rivedere il sistema produttivo globale per far fronte ai cambiamenti locali causati dai cambiamenti climatici. 
Contesti separati e differente sequenza: 
1. Il riscaldamento globale è un normale effetto ciclico della vita del pianeta cui tutte le specie viventi si devono adattare (fatto vero).
2. Il riscaldamento globale avrà un effetto catastrofico sulle economie dei paesi forti. (fatto vero)
3. Occorre rivedere il sistema produttivo globale per far fronte ai cambiamenti locali causati dai cambiamenti climatici. (fatto vero) 
E fin qui il messaggio è chiaro ma poi cambia:
L’umanità subirà gravi conseguenze dal cambiamento climatico. (enfatizzato ed evidentemente falso senza che venga definita l’umanità o quale sua parte)
Il riscaldamento globale è colpa dell’uomo perché antepone l’economia al benessere e inquina (pura ipotesi), con enfasi sociale che indirizza il lettore).
Il riscaldamento globale è colpa dell’uomo perché antepone il benessere ad una corretta economia e inquina (contrario: pura ipotesi con enfasi economica che indirizza il lettore)
Sono utilizzati contrari che non si contrariano: affermando (pura ipotesi) che il riscaldamento globale è opera dell’uomo :
1. Il riscaldamento globale è colpa dell’uomo perché antepone l’economia al benessere e inquina 
2. Il riscaldamento globale è colpa dell’uomo perché antepone il benessere ad una corretta economia e inquina 
Il risultato è che le stesse parole danno indicazioni e stimoli differenti, utilizzate in contesti differenti e gli esperti di marketing o di comunicazione sanno perfettamente come utilizzarle. 

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Alimenti e salute. Quale scelta?

Vegani, dieta - tossici, proibizionisti e consumatori eccessivi!

L’acqua! Il primo elemento, in che in assoluto serve all’uomo assumere costantemente e per il controllo del quale il mondo stesso è perennemente in stato di guerra, locale o globale che sia. 
Vivere secondo Natura, parole diffuse nei modelli che ci sono quotidianamente proposti dai media.
Gli stili di vita attualmente più seguiti portano inesorabilmente alla malattia ma in assenza di buona salute, si muore! Per gli animali che “vivono” allo stato selvaggio, “naturale”, la buona salute è data per scontata. 
Cibo, acqua, produzione, materie prime, forza lavoro, agricoltura, farmaceutica… l’oligarchia di controllo finanziario e produttivo dell’economia globale, su questa necessità fonda gran parte della sua esistenza. 
L'umanità si sta progressivamente allontanando dalla naturalità, le persone che possono permetterselo vorrebbero una vita meno stressante, più sana e che li riavvicini alla Natura (?????)ma senza sforzarsi troppo, le altre un pò più di stress e comodità. 
Cosa sia oggi naturale o similnaturale o si comporti secondo un modello naturale è di difficoltosa definizione e dipende da dove come e quando questa definizione si applica. Vegani, dieta - tossici, proibizionisti e consumatori eccessivi!
La salute, non è la semplice assenza di malattia, è interdipendenza dell’energia fisica, mentale e spirituale, al fine di essere e mantenersi in salute. La salute “è anche” il risultato di una corretta alimentazione con consumo di alimenti naturali non semplici miscele di nutrienti. 

Possiamo paragonare il nostro organismo ad una macchina: funziona ad energia chimica che ci viene fornita dai principi nutritivi che preleviamo trasformando gli alimenti: proteine, lipidi o grassi, carboidrati o glicidi. Manca però qualcosa di fondamentale, assolutamente primario e indispensabile: il quarto ma sarebbe meglio definirlo il primo elemento, in che in assoluto serve all’uomo assumere costantemente e per il controllo del quale il mondo stesso è perennemente in stato di guerra, locale o globale che sia: l’acqua!


Come in tutti i cicli produttivi alla fine occorre fare il bilancio energetico del nostro organismo.
Ci sono le entrate e le uscite. E varie voci di spesa o accantonamenti.
L’energia che assumiamo attraverso l’alimentazione, è in entrata. Per compiere tutti i lavori biologici “spendiamo” energia. 

Cibo, acqua, produzione, materie prime, forza lavoro, agricoltura, farmaceutica…
L’oligarchia di controllo finanziario e produttivo dell’economia globale, su questa necessità fonda gran parte della sua esistenza. 

Alimentarsi in maniera corretta, corrisponde al tentativo di fornire al nostro organismo tutto ciò di cui necessita e dunque non solo i fabbisogni energetici ma anche i micronutrienti e soprattutto permettere allo stile di vita delle persone di ottimizzarne l’uso, nell’ambiente che li vede operare e vivere.
Modelli alimentari sponsorizzati dalle società produttive, imposte dalla necessità di implementare i consumi e la resa finanziaria, ricchi di calorie e poveri di fibre sono connessi ad alcune malattie croniche, quali aterosclerosi, ipertensione, sovrappeso ed obesità, diverticolosi e stitichezza etc. ma le stesse sono ricollegabili anche a lavori e stili di vita sedentari e stressanti o nevrotizzanti. Tutti comportano un concreto uso di farmaci e di strutture sanitarie per cui ringraziano le società farmaceutiche, finanziarie ed assicurative. 

Oggi è difficile incontrare qualcuno che non si lamenti di qualche malattia o disturbo: è considerato normale esserne affetti.
Siamo continuamente bombardati da informazioni che ci mettono a conoscenza di nuove sindromi e malattie (preoccupanti) e della necessità di ricerche (costose) per le cure necessarie a debellarle ma soprattutto dei fondi necessari da stanziare per i vari enti e istituti che devono occuparsi di tale ricerche.
Purtroppo le epidemie tranne quelle di influenza, avvengono soprattutto in paesi in via di sviluppo, sinonimo di poveri e soggetti a sfruttamento intensivo, ricattabili economicamente poiché privi dei mezzi tecnologici e scientifici adeguati per limitarne la diffusione. 
Come tutti i sistemi naturali l’equilibrio più stabile corrisponde a quello con il valore di energia utilizzata per il sistema, più basso possibile. 

Il bilancio energetico in pareggio corrisponde all’incirca a un individuo di peso nella norma. Il bilancio energetico è passivo per un individuo sottopeso e attivo per un individuo sovrappeso.
Gli alimenti contengono in misura variabile ma sempre equilibrata i nutrienti! 
Per la qualità dell’organismo che vive in società globalizzate ci propinano gli integratori dei principi nutrienti prodotti e forniti che ne sono, necessariamente, carenti.
Ci viene detto che un farmaco omeopatico, cioè pochissimo o quasi nulla di un principio attivo più diluito possibile, è un’ottima cura e lo vendono in farmacia. Ci vendono il nulla a caro prezzo! 
Se fosse vero basterebbe bere tutti i giorni un bicchierino dell’acqua del PO diluita in cisterne di acqua distillata che contiene tracce ad anche di più di ogni principio noto ed esistente, per curare tutti i mali del mondo. 

Siamo continuamente bombardati dalla pubblicità di prodotti che tutto possono essere ma certamente non alimenti (cioè utili e necessari). Anche se ciascuno ed ognuno può fare solo bene, quando sono troppi o troppo raffinati (significa composti semplici e definiti come principi alimentari) o pieni di additivi, possono scompensare le basi chimiche della nostra salute. 
La salute “è anche” il risultato di una corretta alimentazione con consumo di alimenti naturali (non semplici miscele di nutrienti). 

Su cosa sia oggi naturale o similnaturale o si comporti secondo un modello naturale etc. è di difficoltosa definizione e dipende da dove come e quando questa definizione si applica. 
La salute, non è la semplice assenza di malattia, è interdipendenza dell’energia fisica, mentale e spirituale, al fine di essere e mantenersi in salute 
Perché si mangia? Come si mangia, come si dovrebbe mangiare? Di cosa abbiamo realmente bisogno?
Sarebbe bello e questo è quello cui tendono i manipolatori sociali, vivere facendo si che l’uomo introducesse nutrienti, facili da produrre e sintetizzare, con bassi costi di produzione ed elevati guadagni e non semplici, imperfetti, “alimenti”: l’alimentazione in pillole. 
Una dieta a base di soli nutrienti sarebbe tuttavia più difficile da progettare, calcolare, programmare, gestire e mantenere, che andare a piedi sulla luna.

Ci sono oltre cento miliardi di cellule, quindici miliardi di differenti tipi da nutrire in modo differente, nell’organismo umano. L’alimentazione non è solo chimica ma nutrimento e piacere. 
Tra i fabbisogni del nostro organismo c’è anche e soprattutto “IL PIACERE” e rinunciarci è semplicemente stupido. Il momento migliore per mangiare è quando si ha fame. Si gusta meglio ciò che si mangia. 
Mangiare è anche un piacere. Mangiare allegramente, in compagnia, ciò che più ci piace variando e alternando opportunamente la scelta degli alimenti è anche un piacere.
Qualche ora di "digiuno" mentre si lavora o ci si stravacca sul divano, non creerà alcun danno! 
Ad alcune funzioni vitali sono correlati meccanismi sociali: il metabolismo è il meccanismo mediante il quale gli organismi viventi riescono a trasformare chimicamente le sostanze in altre ed altre ancora; ridurle fino ad estrarne a semplice energia del tipo maggiormente utile alla sopravvivenza ed all'utilizzo nelle cellule che compongono i vari organi. Una trasformazione chimica che avviene direttamente o mediante l'azione di Enzimi.

Le sostanze attive: tutte le sostanze che ci danno piacere o conforto sono attive sennò perché mai le consumeremmo continuamente? Sono le cosiddette droghe, forti o deboli che siano. Pensate solo ai dolci o al caffè, al thè o alla nicotina.
Siccome alterano gli equilibri, delicatissimi, su cui si basa la vita dei miliardi di cellule che lavorano simbioticamente e in collaborazione nel nostro corpo a lungo andare, poco o tanto, queste sostanze inquinano e quindi arrivano a modificare fino a distruggere l'organismo! 
Alcune possono avere effetti allucinogeni cioè fanno sognare (o avere incubi) ad occhi aperti astraendoci dalla realtà, soprattutto se questa non ci piace. 
Le sostanze attive dal punto di vista degli effetti si dividono sostanzialmente di due famiglie:
Stimolanti: zucchero, caffeina, teina, adrenalina, anfetamine, ecstasy, cocaina, lsd, hashish, alcool, farmaci etc.
Rilassanti: nicotina, oppiacei, morfina, eroina, gas anestetici, mariuana, alcool, farmaci etc.
Sono sostanze attive. Funzionano. Lo sappiamo tutti. E ce ne sono molte, molte altre. Le conoscono e le consumano anche gli animali selvaggi.
Il cervello le conosce e ne conosce gli effetti: le richiede. Fornirgliele gli risparmia la fatica di far lavorare il corpo sprecando energia.
Ci sono poi sostanze “dopanti” che sono o simulano l’effetto degli ormoni, fondamentali mediatori delle funzioni vitali; in grado di sviluppare la massa corporea o di aumentare la quantità di ossigeno presente e trattenuta nel sangue, (EPO) sono spesso usati come strumenti per una maggior produzione alimentare o come doping sportivi per potenziare le prestazioni fisiche, alterare i ritmi sonno veglia etc; non agiscono direttamente sul cervello ma alla lunga, in eccesso e disequilibrio, sottraggono al cervello la sua azione di controllo e distruggono gli organi vitali. 
Essere in cima alla catena alimentare significa poter mangiare tutto quello che sta sotto di noi ed assorbire tutto ciò che questi mangiano o assorbono.
Alcuni miti andrebbero chiariti e sfatati. Un insieme di cibi sani non fa necessariamente un'alimentazione sana. Una semplificazione, che mi piace, è molto indicativa della scarsità di informazione diffusa eppure è abbastanza semplice: tutto ciò che sta fermo e cresce dalla terra sono carboidrati, tutto ciò che si muove indipendentemente dalla terra sono proteine; i grassi sono in entrambe le categorie. Con i micronutrienti vitamine e Sali minerali il panorama è completo. 
Pur tutti indispensabili l’eccesso diviene da utile, dannoso. 
Non è detto che se mangiamo carboidrati verranno immagazzinati carboidrati e se mangiamo grassi andranno necessariamente a finire nell’adipe: dipende dalle condizioni e dal tempo di utilizzo dell’energia. 
In natura esistono le stagioni che si alternano nei vari territori e luoghi del mondo e gli animali e le piante come l’uomo, ne sono parte. 
I cibi locali sono stagionali, sono reperibili, e devono essere utilizzati il più possibile. Le fragole invernali sono certamente fragole e possono anche essere “biologiche” ma non si confanno al contesto di vita: sono forzature innaturali. 
Nella stagione di produzione il corpo riconosce gli alimenti perché è in sintonia con l’ambiente stesso. 
Per assicurare tutti gli elementi chimici di cui il corpo è composto, oltre a quelli che usa nelle varie attività interne, è bene che gli alimenti consumati siano molto vari, poiché non sono tutti uguali; gli elementi nutritivi sono normalmente presenti nel posto giusto al momento giusto. Tutti gli alimenti naturali contengono contemporaneamente tutti i principi nutritivi. I cibi raffinati possono essere carenti. 
Chi mangia male, troppo poco o troppo, sicuramente vivrà male socialmente e psicologicamente e sarà soggetto a dipendenze varie con i relativi eccessi. 
Non ingrassare per non dover dimagrire è l’unica dieta efficace possibile: mangiare meno ma di tutto!
Ogni giorno nuove proposte dietetiche confermate dalla “scienza” e raccomandate dalla “Comunità scientifica” ci mettono in crisi e noi diciamo: ma allora ho sempre sbagliato tutto: il burro fa male, il burro fa bene, la carne fa male come la cioccolata ed il salame e il vino ma gli stessi fanno bene e sono ricchi, quando non li combattono, di radicali liberi che ci impediscono (???) di invecchiare etc. etc...
Se i prodotti dimagranti fossero davvero efficaci non ci sarebbero grassi e obesi!
La prevenzione salutista è certamente utile ma la vita naturale richiede caos e non ordine. L'alimentazione sana non cura tutto, anzi spesso non cura proprio nulla! Vivere e Mangiare male vuol dire anche nutrirsi con non-cibi, cioè con miscele di sostanze definite, a volte elaborate chimicamente, prendere farmaci ed integratori non assolutamente necessari, rinunciare al piacere anche della tavola e della compagnia, eccedere spesso ed in ogni modo possibile. 
Vegani, dieta - tossici, proibizionisti e consumatori eccessivi! 
Eliminare qualcosa, un cibo che ci piace, annullare intere categorie di alimenti, è una moda sempre attuale ed un classico esempio di strategia salutista errata: escludere cibi che piacciono sperando che la propria vita possa migliorare, per intanto la peggiora per la rinuncia ed il sacrificio che richiede. 

Antonio Balzani

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Vivere secondo Natura - Il piacere del cervello

 Un mondo sano

“Vivere secondo Natura”, parole di cui noi ci riempiamo la bocca e per le quali cerchiamo disperatamente ricette nei modelli che ci sono quotidianamente proposti dai media. Gli stili di vita attualmente più seguiti portano inesorabilmente alla malattia! L'umanità si sta progressivamente allontanando dalla naturalità (come sempre e più ancora, dominandola ed utilizzandola sempre più ma perdendo il senso della integrazione con essa). 
Tutto ciò che riguarda il piacere rappresenta un affare sfruttabile e sfruttato. Si parla a favore del proibizionismo di imporre e mantenere divieti innaturali. L’uomo creato… da se stesso...o meglio dal suo simbionte il cervello, può manipolare la natura, può cambiare il mondo, soprattutto il suo mondo! I cambiamenti anche minimi dei rapporti producono condizioni per la sostituzione di una specie dominante con un’altra, maggiormente adattabile al nuovo contesto.
Un messaggio chiaro viene dallo studio della natura e dell’ambiente: cambiate lentamente il vostro stile di vita, rendetelo sostenibile senza enormi stravolgimenti: pensate al vostro mondo. Il luogo e le condizioni che vi permettono di vivere in modo accettabile, il più possibilmente sano e piacevolmente, come specie.
Questo è il solo mondo che gli studiosi di “ambiente” cercano di proteggere, gestire e “salvare”. Una più equilibrata distribuzione delle risorse e una riduzione dell’abbondanza eccessiva in alcune aree, potrebbe essere una soluzione imposta e non scelta, nei prossimi mille o diecimila anni. 

Il Cervello: essendo un aggregato di cellule che lavorano come tante fabbriche chimiche piccolissime, producendo o consumando le sostanze chimiche necessarie a fornirgli energia utile e provocare scelte, è in grado di provare piacere (o sofferenza) attraverso i suoi sensori biologici esterni, per esempio l'adrenalina stimolante prodotto dalla paura e dalla tensione, dallo stress oppure la serotonina, rilassante prodotto dal godimento e dal relax che induce il sonno o ancora la dopamina, euforizzante che tiene il cervello in tensione,… la molecola dell'amore…, che egli stesso chiede al corpo di produrre o consumare ma anche se e quando disponibili, può farlo per effetto di sostanze chimiche, non prodotte a richiesta dal corpo ma assunte direttamente. 
Nell’uomo, animale poco evoluto perché poco specializzato e adattabile ma estremamente complesso, il cervello si è estremamente sviluppato superando il livello istintivo (a vivere prova piacere, a nutrirsi prova piacere, a riprodursi prova piacere a scegliere prova piacere oppure muore e allora non prova più niente e lo sa o lo pensa). 
Il cervello mantiene sempre la funzione primitiva di scegliere tra due alternative; Si- No. Fai – non fai. Piacere – dolore. Vita – morte, e nel farlo prova piacere! 
Nelle centinaia di migliaia di anni della sua esistenza si è determinata così l’evoluzione del cervello umano: per conseguire il piacere fine a se stesso, essendo comunque vincolato al supporto corporeo. 
La sua fisicità rimane legata ad una funzione di controllo sempre coincidente con la priorità di sopravvivenza in funzione dell’ambiente, di conservazione e affinamento del fattore istintivo e passionale finalizzata all’aumento costante del numero di individui, poi sacrificabili: nelle situazioni di stenti: caccia, coltivazione, sacrificio, sperimentazione. 
Il cervello poi si destreggia, nelle situazioni di benessere, nel tentativo naturale di ridurre o mantenere adeguato il numero di individui funzionali, condizione necessaria per mantenere questa condizione: allo scopo si dedica allo sviluppo della filosofia e delle arti o ancora della distrazione sociale con riduzione della passione e ricerca di piaceri alternativi. Queste sono le condizioni alternative, quando lo spazio e le risorse disponibili si restringono e riducono.
La capacità ed il fine del cervello è quello di provare piacere e li realizza pensando e ordinando attività e produzione o trasformazione di questa o quella sostanza la cui azione porta ad un aumento degli stimoli del benessere e del piacere (es. paura, dolore, passione, rabbia, amore, sesso, alimentazione, gratificazione). 
Purtroppo, per perseguire questo fine, se gli viene permesso di godere con facilità il cervello lo fa comunque, anche a spese del corpo che lo contiene e a cui dovrebbe sovraintendere: droghe, alimentazione errata etc. semplice scelta continuamente alternata degli stimoli, piacere – astinenza, piacere – sofferenza, che gli sono congeniali. 
Il cervello è in grado di sacrificare il corpo a se stesso, al suo piacere!
Mi butto col paracadute o vado forte in macchina per provare eccitazione, mi dedico a sport estremi o mi lascio andare ad ogni eccesso possibile anche se so che potrei uccidere il mio corpo o ridurlo ad una larva semi vegetale. 
In questa condizione provando quasi tutto il piacere che gli serve con questa semplice scelta, il cervello, nel tentativo di evolversi autonomamente ed indipendentemente in tempi accelerati, diventa in grado di sacrificare il corpo a se stesso ed al suo piacere e sostanzialmente si brucia e si uccide, godendo nel farlo, senza alcuna secondaria utilità per il suo uomo e per la specie umana. 
Anche se non ai singoli individui alla Natura va bene comunque, per il controllo dell’equilibrio numero – condizioni della specie. 
Da qui l'uso e la pericolosità delle droghe e delle sostanze attive, zuccheri, grassi, stimolanti - rilassanti capaci di far reagire il cervello senza fargli fare nessuna scelta se non le due più semplici: voglio uno stimolo - voglio sonno.
Prima o poi riuscirà a disfarsi di questo corpo, per ora necessario fardello animale, così delicato e limitato!
Nella società organizzata, droghe e sostanze attive legalizzate o vietate sono uno strumento di controllo potente della organizzazione e dell’ordine sociale, in mano a chi comanda che non gradisce mai la libera scelta. Per lo stesso motivo limitando la necessità di azione delle funzioni cerebrali, la fede e la religione, il divertimento a tutti i costi ed il consumismo. 
Ma perché chi comanda non gradisce la libera scelta? Perché corrisponderebbe alla normale attitudine dell’uomo e porterebbe semmai all’esclusione di individui dal circuito di controllo, piuttosto che non allo sfruttamento commerciale, a volte criminale e violento che le convenzioni attuali, il proibizionismo soprattutto, permettono ed anzi impongono. 
Si parla a favore del proibizionismo elencando i costi sanitari della gestione malata, non si conteggiano i costi sociali di prevenzione e protezione e neppure quelli di repressione necessari. 
Non si conteggiano i risparmi possibili, anche in termini di energia necessaria ad imporre e mantenere divieti innaturali, piuttosto che regolamentazioni. 
Tutto ciò che riguarda il piacere nella nostra attuale organizzazione sociale attuale rappresenta un affare sfruttabile e sfruttato da ogni lato lo si guardi. 
L’uomo, arrogante monumento, evoluto come tutti gli altri esseri ma creato… da se stesso... o meglio dal suo simbionte il cervello, reso ed interpretato ad immagine e somiglianza con la divinità, la quale naturalmente corrisponde alla massima espressione della potenza attribuibile all’uomo stesso: l’onnipotenza, in grado di sopperire ad ogni suo bisogno!
L'uomo è un organismo composto da un aggregato di altri organismi interattivi di dimensioni inferiori, composti a loro volta da aggregati di organismi più semplici interagenti: le cellule. 
Tutte le specie viventi più o meno grosse sono composte nello stesso modo (gli esseri unicellulari più semplici, primariamente composti da una unica cellula ciascuno comunque si aggregano socialmente). 
La società umana si struttura come in natura si strutturano tutte le organizzazioni animali e cellulari. 
Tutte le specie viventi obbediscono e reagiscono agli stessi imperativi fondamentali agli stessi bisogni altrimenti detti istinti. 
L'uomo è solo una specie animale tra le altre! Alla specie umana si applicano i meccanismi di specie che si applicano a tutte le altre specie.
In effetti però l’uomo può manipolare la natura più velocemente ed efficacemente di altri organismi e così, davvero può cambiare il mondo, soprattutto il suo mondo! Il luogo e le condizioni che gli permettono di vivere in modo accettabile, il più possibilmente sano e piacevolmente, come specie. 
Questo è il mondo che gli “ambientalisti” almeno gli studiosi di “ambiente” cercano di proteggere, gestire e “salvare”. Questi studiosi si rendono conto perfettamente che il messaggio proveniente dallo studio delle ere geologiche e degli abitanti precedenti del pianeta è assolutamente chiaro e inequivocabile: l’alterazione della biodiversità, la sua riduzione, riduce di conseguenza le condizioni di sopravvivenza della specie dominante in quel periodo, le rende instabili e delicate. E la specie dominante in questo periodo è l’umanità.
Ormai è chiaro. I cambiamenti anche minimi dei rapporti producono condizioni per la sostituzione di una specie dominante con un’altra, maggiormente adattabile al nuovo contesto.
Come è già accaduto per i dinosauri, l’indebolimento della catena alimentare e la riduzione dei parametri interattivi dell’ecosistema rende suscettibile la specie dominante di una rapida estinzione in caso di eventi veramente catastrofici o generatori di rapidi cambiamenti su settori rilevanti del pianeta, (rapida in tempi geologici, migliaia, decine di migliaia di anni). 
Vorrei mandare un messaggio ai signori dell’affollata platea di ambientalisti da bar, ricchi e civilizzati, signori dell’abbondanza e dello spreco: date retta agli studiosi, cambiate lentamente il vostro stile di vita, rendetelo sostenibile senza enormi stravolgimenti: salvate il mondo ma non pensate di salvare la terra che si salva da sola, pensate al vostro mondo, cioè l’ecosistema che vi ha permesso di arrivare fin qui ed esserci nelle condizioni in cui siete; altrimenti potreste trovarvi a soffrirne le conseguenze assieme a tutta la specie umana che oggi risulta troppo affollata. Respirare aria fortemente inquinata nelle megalopoli, passeggiare in un parco sporco, bere acqua inquinata e mangiare porcherie inutili è stupido, oltre che deleterio.
Una più equilibrata distribuzione delle risorse e una riduzione dell’abbondanza eccessiva in alcune aree, potrebbe essere una soluzione imposta e non scelta, nei prossimi mille o diecimila anni. 
Ma tanto io non ci sarò, noi non ci saremo dunque chi se ne frega? Ci penseranno quelli che avranno il problema! O no?
Antonio Balzani

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