Titoli

13) Le conseguenze dei cambiamenti climatici

14) Natura Inquinamento e Sviluppo sociale e urbano

15) Inquinamento e società

Le conseguenze dei cambiamenti climatici

Le conseguenze dei cambiamenti climatici

Gli impatti sulle economie globali, sulla pianificazione economica delle multinazionali e sulla programmazione socio economica e legislativa degli stati, hanno definito e determinato la storia passata dell’uomo e contribuiranno a definire lo sviluppo di quella futura. 

Il cambiamento del clima globale è un fatto naturale non proprio ciclico ma che comunque avviene rispettando condizioni sequenziali, ripetitive, in tempi di scala geologica. 
A una glaciazione corrisponde un successivo surriscaldamento per effetto dell’attività vulcanica in aumento, dell’equilibrio tra rilascio e fissazione di CO2, aumento o diminuzione della superficie verde, migrazione delle aree desertiche o piovose; si tratta di interazioni che si susseguono fino a che non si raggiungono nuovi presupposti per una ulteriore glaciazione e il ciclo ricomincia. 
La terra è stata caldissima e verdissima ed è anche stata completamente ghiacciata e tra gli eventi estremi si sono susseguiti i cicli intermedi. 

I mutamenti sono governati dall’equilibrio temperatura - pressione e dai meccanismi della trasmissione del calore dal sole al pianeta e dal centro della terra allo spazio. 
Si tratta dei mutamenti planetari e delle loro variabili localizzate con conseguente, periodica presenza o assenza o differente combinazione di parametri chimici e fisici, di condizioni climatiche interattive locali (che è una definizione di ampia variabilità). 
Qualcuno confonde perfino la metereologia con lo studio delle variazioni climatiche, così come qualcuno vorrebbe genericamente “salvare il pianeta” ma non sa da cosa e sceglie un argomento qualunque fra i tanti. 

Un problema maggiore per la sopravvivenza o l’estinzione di molte specie animali micro e macroscopiche deriva invece certamente dall’acidificazione degli oceani o almeno di molti bacini marini. In effetti la presenza di CO2 libera nelle acque provoca una modifica del PH ed una variazione sostanziale e concreta degli habitat. E’ facile per un pensatore uomo centrico attribuire all’uomo ed alle sue attività l’immissione veloce, troppo veloce di grandi quantitativi di anidride carbonica negli oceani per cui essi non avrebbero il tempo (in termini umani), di adeguare il nuovo equilibrio mantenendo condizioni favorevoli alla vita che noi conosciamo. Tuttavia la grande presenza di Biossido nell’atmosfera deriva anche dal riscaldamento globale e viceversa e costituisce un momento di equilibrio dinamico,in evoluzione,anch’esso. Che sia in entrata od in uscita la CO2 è di fatto presente in grandi quantità nelle parti superficiali dei mari. In questo periodo geologico l’acqua è “frizzante” dunque leggermente più acida di quanto desidereremmo che fosse e nulla possiamo farci. Grandi estinzioni di massa e mutamenti nelle forme di vita sono sempre presenti nella storia del pianeta terra, almeno durante gli ultimi tre miliardi di anni.

Il pianeta esiste da quattro miliardi e mezzo di anni, la vita da circa tre miliardi, l’uomo da circa, non oltre quattrocentomila anni: un’inezia.
Tutt’altro che stabile, inamovibile e certo, giorno dopo giorno, girando su se stesso ed intorno la sole il pianeta varia le sue condizioni e variano gli effetti, mutevoli e continui, sulla sua superficie, idrosfera ed atmosfera comprese. Agli uomini fondamentalmente, interessano solo aree locali e superficiali, per i tempi dell’esistenza umana. Approssimativamente i livelli sub continentali e circa 100 anni nel futuro. Il paragone tra i numeri è significativo. 

Se il proprietario che ha sempre coltivato a grano i suoi due campetti, oggi o per il prossimo decennio, passerà alla barbabietola o ad altro, lo farà non tanto perché il clima sui suoi campi è cambiato quanto perché è cambiata la richiesta di mercato; il mercato cambierà la richiesta di produzione sui campi del contadino, anche poiché questi campi si verranno a trovare, al momento, in un’area magari non più idonea alla produzione del grano economicamente conveniente, in funzione della disponibilità di luce ed acqua, previste in un’ottica almeno di dieci cinquanta o cent’anni.

Se negli ultimi decenni il Nord Africa non produceva nulla per carenza di una costante e affidabile umidità superficiale, nei prossimi potrebbe nuovamente, almeno in parte, tornare ad essere produttivo ed il suo sfruttamento economicamente vantaggioso mentre zone più a nord, che sono state fortemente produttive nello stesso periodo, potrebbero aver necessità di sostituire le produzioni perché quelle in essere non saranno più affidabili e competitive, a causa della variazione di clima nell’area grande valutata. 
L'impatto dei cambiamenti climatici sulla vita, per la razza umana consiste nella modificazione delle aree di insediamento e di produzione della ricchezza (la filiera agricola - produttiva) ed ovviamente della sua distribuzione e disponibilità. 

Se sotto il deserto troviamo il petrolio è perché c’è stata molta erba per lunghissimi periodi (e parliamo di decine o centinaia di milioni di anni). Non dimentichiamo che l’uomo esiste in condizioni paragonabili alle attuali da non oltre 3-400 mila anni e che le più vecchie civiltà di cui si ha memoria non superano generalmente i diecimila anni di esistenza e ancora che si parla di globalizzazione da non oltre trent’anni; che solo da 600 anni si conosce e da circa un centinaio si sfrutta a questo fine, l’America che pur esisteva anche prima; che solo mille anni fa l’Europa era pressoché deserta e miserabile, vittima del clima e delle carenze alimentari conseguenti mentre ancora prima, da mille a tremila anni prima, era sede di alcune delle più estese e popolate civiltà storiche. Per una multinazionale che si occupa di produrre e distribuire reddito operando a livello “globale”, valutare dove incrementare una produzione agricola piuttosto che un’altra, spostare una produzione industriale o sviluppare un mercato di consumo è prioritario e la pianificazione, che richiede investimenti elevati e rischiosi, non può sottrarsi alla valutazione probabilistica di come evolverà il clima delle specifiche aree di interesse. Lo stesso vale per le economie degli stati, in un processo continuo di interazione – equilibrio dinamico, che ha come elemento minimo l’uomo fisico, singolarmente. 

L’essere umano singolo (un uomo) sta all’economia ed alla configurazione socio economica della razza umana, come un’ atomo sta a quella della materia o la singola cellula all’essere umano (o comunque all’essere biologico). Dell’umanità, un uomo ne costituisce singolarmente solo un “insignificante” componente di breve durata, salvo che ogni componente è un essere completo pensante, ragionante, ma soprattutto egocentrico egoista ed autoreferente. L’uomo singolo ed in società è sempre disponibile, comunque, a crearsi un Dio utile (o almeno con cui prendersela) secondo il proprio desiderio ed i suoi progetti; a definirsi costruito a sua immagine e somiglianza per ottenere i propri scopi, affermando di ”star costruendo il progetto“di Dio stesso; naturalmente un progetto che a lui, singolarmente, sarà stato rivelato e spiegato, sempre dovunque e comunque, da un uomo, particolarmente illuminato, ma sempre da un’uomo. 

L’animismo crea dipendenza, la rivelazione permette il controllo. 
I metodi messi in opera dall’uomo singolo, dalla multinazionale o degli stati, costituiscono ciò che viene definito “politica” e “bene comune” è la normale motivazione. 
L’uomo è un essere con la tendenza a porsi, demagogicamente, al di sopra o comunque al di fuori della natura e dei suoi processi. 
Costretto a dominare e cambiare lo stato naturale per crearsi uno spazio e condizioni di sopravvivenza, deve inquinare localmente e può giungere a farlo fino a danneggiarsi.
Naturalmente se a Pechino non si respira senza ammalarsi in centr’Africa si respira benissimo ma si muore di fame e malattie da eccesso di naturalità; in mezzo si sta bene e si teme di peggiorare per effetto di cambiamenti di qualunque genere. 
La variazione continua del clima è dunque una realtà naturale, assolutamente oggettiva,indipendente ed ingovernabile almeno su scala globale dall’uomo, tuttavia in grado di determinare le condizioni di vita e la storia evolutiva dell’intera biologia. 
Le variazioni climatiche, agendo in aree più ristrette ed in tempi umani come interferenti, determinano anche l’evoluzione sociale e sociologica dell’umanità stessa e dunque in fondo l’unica storia, quella dei fatti che descrivono il passato delle popolazioni. 

Lo studio delle variazioni climatiche non servirà dunque a salvare il mondo ma possibilmente, contribuirà a determinare il futuro dell’umanità pianificandolo, in modo meno casuale di prima, all’aumentare del numero di persone esistenti e della conoscenza tecnico scientifica e soprattutto, della globalizzazione degli interessi economici.
Antonio Balzani

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NATURA INQUINAMENTO E SVILUPPO URBANO E SOCIALE

Secondo il modello evolutivo e naturale di qualunque organismo, una città, qualunque città, si sviluppa tenendo in considerazione la necessità di avere, produrre ed utilizzare energia, di avere produrre ed utilizzare, sostanze nutrienti per permettere all’organismo “città” ed ai suoi componenti di crescere, e di conseguenza garantirsi maggiori possibilità di sopravvivenza e sviluppo

 

E’ la cellula la più piccola struttura organizzata adatta a sostenere la vita. La natura sviluppa se stessa ed evolve secondo due fondamentali principi: semplicità dei processi fondamentali e minimo costo energetico. In natura non esiste il diverso ed il migliore ma esistono solo infinite opportunità; nell’infinita ripetizione di meccanismi semplici ha maggior successo, in ogni fase temporale, quello che permette una efficienza superiore a costi energetici pari o minori. In estrema sintesi ogni manifestazione naturale collegata alla vita, per quanto complessa ed evoluta, altro non è che la ripetizione dello schema semplice ed efficiente dell’organizzazione cellulare che ha dimostrato in miliardi di anni di essere un sistema efficace ed adattabile. L’inquinamento, di uno spazio vitale, definito nel tempo e nello spazio, è una causa ed una conseguenza di questo semplice meccanismo di sviluppo; è direttamente connesso alle attività dei viventi che si sviluppano in simbiosi e sinergia con l’ambiente: modificano l’ambiente in cui vivono e l’ambiente, continuamente modificato, influenza e stimola lo sviluppo futuro delle manifestazioni vitali. Una città, qualunque città, si sviluppa tenendo in considerazione la necessità di avere, produrre ed utilizzare energia, di avere produrre ed utilizzare sostanze nutrienti per permettere all’organismo “città” ed ai suoi componenti di crescere, e garantirsi maggiori possibilità di sopravvivenza e sviluppo. Deve dunque possedere aree destinate al metabolismo, fabbriche, centrali; aree destinate a contenere le materie prime e i prodotti necessari all’utilizzo ed alla trasformazione, magazzini e depositi; deve possedere aree e sistemi destinati allo stoccaggio ed allo sfruttamento dei rifiuti fino al loro definitivo allontanamento o smaltimento con recupero energetico come avviene in natura. Occorre che una città sia fornita di strutture idonee allo spostamento, alla movimentazione ed al collegamento di tutto; occorre infine che siano resi disponibili per ogni parametro attivo servizi e spazi, che permettano ad ogni componente di sviluppare, condurre e mantenere il proprio ciclo vitale autonomo e il più naturalmente confortevole. Si tratta di spazi per le persone che necessitano di essere a contatto, fra loro ed immerse nella natura più ampia e complessa del mondo intero, di cui fanno sempre e comunque parte. Ecco dunque l’irrinunciabile necessità ed importanza di spazi verdi, di acque gorgoglianti di cieli aperti che in città si definiscono parchi. I parchi sono luoghi in cui gli esser umani possono recuperare la propria individualità ed il proprio unicissimo rapporto col “tutto” naturale da cui sono separati nel contesto dell’organismo città. Le attività sinergiche di migliaia, milioni, di esseri umani conviventi in spazi limitati producono localmente un ambiente modificato rispetto l’utopico Ambiente di Gaia, il pianeta vivente. 
E’ una questione di equilibri dinamici che vengono continuamente modificati e mantenuti per brevi periodi. Le città sono organismi, organizzati e strutturati per permettere e sostenere modelli differenti di vita. Esistono dunque città, spazi, più armonici, naturali e confortevoli di altri ed altrettante situazioni in cui gli equilibri sono talmente modificati da risultare alieni e molto distanti dal modello ideale: però esistono e dunque sono possibili. In questi spazi l’uomo, componente interattivo dell’aggregato funzionale, influenzato dall’ambiente che si è venuto creando, modifica strutturalmente se stesso ed i propri comportamenti adeguandosi o morendo. L’inquinamento, la modifica delle caratteristiche di uno spazio limitato e per un tempo limitato anche se puntualmente grande e lungo, può avere effetti disastrosi sulla popolazione attuale di un aggregato, sottoponendola ad uno stress biologico di adattamento ed adeguamento che noi chiamiamo malattia o patologia ma certamente, ne modifica le caratteristiche. Immagino mio nonno immerso nel nostro attuale, normale, contesto di rumori, attività, impegni, tempi di vita; non credo potrebbe sopravvivere ma noi lo facciamo. Gli uomini vivono accentrandosi nelle città sempre più grandi e servite ma agognano rimpiangono sognano di vivere in paese perché chi vive oggi è soggetto a questo stress evolutivo chimico e fisico, biologico, che agisce su un piano diverso e per tempi più lunghi di una vita. Pianificare lo sviluppo di una città dovrebbe essere un’azione ecologica che possa rallentare il processo, l’inarrestabile cambiamento; dovrebbe tendere a permettere il godimento del presente ed il contatto con la natura del nostro tempo il più a lungo e facilmente possibile. Occorre separare gli spazi produttivi da quelli residenziali perché hanno necessità differenti per tempi diversi; occorre ridurre l’impatto delle attività produttive, decentrare e localizzare le aree dei servizi, occorre aumentare le dimensioni della città naturale, integrare gli spazi di aggregazione sociale dei cittadini, asfalto, cemento ed acciaio, incorporandovi, a partire dalle zone centrali, parchi agevoli e ben tenuti ma anche spazi maggiormente selvaggi in cui ritemprarsi e ritrovarsi come esseri umani, singoli individui già complessi e per noi uomini almeno, fondamentali adesso ed ora . A Parma ci sono sette Km di torrente, parco naturale che attraversa l’intero centro cittadino: perché non renderlo utilmente agibile e godibile attrezzandolo per esempio con piste ciclo pedonali?

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Inquinamento e società

L'Inquinamento nelle sue componenti produttive ambientali e sociali influenza l'attuale società ed il suo futuro

Tempo di pace e di degrado, di ricerca e di spiritualità. Non ci sono attività umane che non comportino inquinamento industriale e ambientale, spirituale, sociale ed economico, da ignoranza e confusione. L’esigenza di risparmio immediato di tutti, stato, enti, aziende o famiglie, non è sempre la scelta più corretta. E’ un tempo di cambiamenti radicali che possono portare ad effetti importanti per la vita delle persone.

L’integrazione nel contesto sociale e territoriale di una comunità e attività antropica, che sia di tipologia produttiva o no,passa attraverso l’analisi puntuale dei possibili rischi,in alcuni casi altissimi. 
Non ci sono attività che non comportino inquinamento e dunque il nostro impegno di controllo e gestione. Inquinamento industriale e ambientale di aria, acqua e suolo, da rifiuti, da rumore, in tutti i luoghi di vita. Inquinamento da ignoranza e confusione. Inquinamento economico. Crisi sociale e spirituale.
I problemi relativi all’inquinamento propongono e richiedono un governo e possibili soluzioni.
Sono necessari non solo il rispetto, burocratico e contorto, degli infiniti limiti e condizioni imposti dalle altrettanto infinite e contraddittorie leggi che a tutto servono tranne che ad indicare chiari e motivati indirizzi prioritari, ma soprattutto desiderio di ottimizzare l’efficacia ed efficienza del sistema in condizioni realistiche; sono da affrontare dal funzionamento degli impianti alle situazioni problematiche delle infrastrutture o delle istituzioni e delle comunità.

Un altro tipo di inquinamento ci coinvolge, meno facile da contrastare ed è quello della disinformazione, dell’informazione parziale; pseudo informazione destinata a creare e diffondere la maggior confusione possibile e contaminando l’ignoranza con della pubblicità che crea mostri e bisogni irreali. 
In questo caso il sospetto che invece ci sia un governo, appare: il governo dell’ignoranza ai fini di governo!
Telegiornali, giornali, periodici e media in genere, distribuiscono pillole di informazione e ne allargano il contesto fino a sfumarne l’identità, condendole e mixandole opportunamente con la cronaca, possibilmente nera, il gossip possibilmente rosa, una vasta gamma di profetizzazioni possibilmente catastrofiche, complotti e coinvolgimenti alieni. 

Si passa dal terremoto, all’intervista col geologo che dice chiaramente che sono fenomeni naturali costantemente presenti sul pianeta, per passare immediatamente a minuti di interviste sul campo in cui si chiede alla signora straziata che ha perso marito e figli e casa se si senta addolorata e se vuole dire qualcosa al mondo: spettacolarizzazione del dolore che fa subito passare a parlare dei bisogni immediati e dell’intervento necessario. Ed ecco immediatamente osannare il buon italiano che contribuisce con fatica ingegno sforzo e solidarietà ad inviare due aerei di aiuti. Senza soluzione di continuità l’assassinio della femmina di turno, (chissà perché non più omicidio ma femminicidio) e quindi lo scandalo di politici e funzionari corrotti per passare alla profezia di catastrofe imminente, per il cambiamento climatico, alla morte di 1000 profughi affondati e alla nascita del ricchissimo erede di tale o tal altro dopo l’ultimo divorzio; ed ecco per finire la nuova e recente scoperta della bacca che mischiata alle alghe produrrà una miracolosa dieta che renderà sani e belli contrastando un elenco di malattie che nessuno si era accorto di avere e con effetti anche sulla durata della vita, sana integra, allegra e soddisfacente: la prossima edizione a mezzanotte. Il tutto in mezz’ora! Subito a seguire un intervento di dieci minuti sulla salute e le proprietà dell’aglio rispetto la pancreatite cronica e l’importanza dell’acceleratore nucleare del CERN nella determinazione di calcoli biliari, o dei funghi delle unghie dei piedi, problemi assolutamente comuni per tutti. Infine delizia delle delizie: delizie in tavola, per ore e ore di ricette e preparazioni con vegetali carni e olii, vini e cose rigorosamente comprate al supermercato avendo un’ottica di risparmio casalingo felici di poter leggere le etichette che ci dicono: la piadina romagnola IGP può anche, forse, essere fatta in romagna dai piadinisti storici ma non necessariamente in Italia, purché rispetti il disciplinare di produzione, cosa adeguata alla produzione industriale ed al mercato i più ampi possibile e conforme allo spirito europeo e dell’EXPO.

Aiutare l’industria a integrarsi con il territorio sulla strada del miglioramento qualitativo, tecnologico e produttivo e poi, dell’inserimento nell’ambiente e nel contesto antropico, è un’ obiettivo che coincide con quello della riduzione dei pericoli e dei rischi per la salute delle persone e delle cose, siano essi operai, lavoratori agricoli o abitanti; di fatto con l’ergonomia della vita reale.
L’esigenza di risparmio immediato di tutti, stato, enti, aziende o famiglie, non è sempre la scelta più corretta.

Occorre individuare ed evidenziare i problemi e le priorità di uno spazio contesto definito, e solo in un secondo momento ricercare e proporre soluzioni possibili che devono essere condivise, non imposte. 
Mantenere i benefici nel tempo prevede la fiducia che deriva dal confronto diretto e la disponibilità al cambiamento, all’adeguamento.
Tempo di imbonitori, tempo di profeti, tempo di crisi e di rivolta, tempo di chiacchiere e distrazioni, tempo di eccessi. Tempo di pace e di degrado, di ricerca e di spiritualità. Tempo di proibizionismo. Tempo di oppressione sociale fisica e psicologica, tempo di sfruttamento ed arricchimento oligarchico. 
Speriamo non preluda a tempi di guerra per i nostri figli o nipoti che la conoscono solo per il telegiornale ed i film eroici e non ne hanno mai neppure sfiorato le conseguenze. Antonio Balzani

Antonio Balzani 
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