L'UOMO CHE VISSE MILLE VITE

  

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Adatto a ragazzi e ragazze dotate di fantasia e pieni d' amore; anche per l'avventura! Non sono esclusi gli adulti, anzi.

Piace alle lettrici!

Un libro di fantascienza come piace a me. Non usa mostri e alieni ma amore e avventura. Costruisce una situazione possibile, intrigante. 

Il ritmo non stanca, anzi.

L'uomo che visse mille vite: sinossi

La fantascienza è l'arte di raccontare il futuro secondo un percorso logico a partire da premesse indimostrate.

La peculiarità del genere umano non è quella di saper comunicare, come si crede da secoli ma la capacità di fantasticare e così provare emozioni, sperimentare l'amore. 

La vita eterna, la reincarnazione, i fantasmi, sono parte del sentire comune da secoli. Esistono davvero?  Sicuramente esiste l'amore.

La vita vissuta lascia una traccia? La traccia dipende dalla forza delle emozioni? 

Un esperimento nel lontano futuro si ripromette di verificarne la realtà. Ci riusciranno?

Recensione

L'uomo che visse mille vite        di Antonio Balzani

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  • Casa Editrice: Ray Robinson - 214 pagine
    Disponibile in formato ebook

 

Genere: Fantascienza

Trama:
La fantascienza è l'arte di raccontare il futuro secondo un percorso logico a partire da premesse indimostrate.
La peculiarità del genere umano non è quella di saper comunicare, come si crede da secoli, ma la capacità di fantasticare e così provare emozioni, sperimentare l'amore.
La vita eterna, la reincarnazione, i fantasmi, sono parte del sentire comune da secoli. Esistono davvero?
La vita vissuta lascia una traccia? La traccia dipende dalla forza delle emozioni?
Un esperimento nel lontano futuro si ripromette di verificarne la realtà. Ci riusciranno? 

Recensione:
Un romanzo ricco di fascino, di riflessioni profonde, a tratti poetico. "L'uomo che visse mille vite" parte da un'impronta legata alla fantascienza, ma al suo interno si evolve, muta, arrivando a toccare temi fantasy, contemporanei, avventurosi e sociali, rinnovando sé stesso e costituendo, nel suo complesso, un'opera dinamica e coinvolgente.
La scrittura di Balzani scorre fluida e priva di impedimenti, andando anche oltre i limiti stilistici imposti dalle regole letterarie. Uno di questi vincoli ignorati è l'utilizzo delle virgolette che identificano i discorsi tra i personaggi. Non esiste differenziazione di segni tra la narrazione e le parti parlate, esse risultano comunque comprensibili e distinte nella logicità e nella continuità della trama.
Una scelta che appare chiara pensando alla struttura del romanzo. Un 'esperimento scientifico che vuole identificare all'interno del cervello umano percorsi neurali di diverse vite vissute, attraverso il tempo, da un solo individuo.
Ecco quindi che, attraverso il filo conduttore dell'esperimento, viaggiamo attraverso i pensieri, i ricordi del soggetto in esame, che vengono visualizzati come immagini e che il lettore scopre attraverso sette racconti distinti. Quadri di vita, dati e parole che non hanno bisogno di virgolette per portare il loro messaggio.
L'autore dimostra varietà e fantasia e sviluppa i temi dei racconti con delicatezza e profondità, regalando esperienze interessanti e imprevedibili che si seguono con genuina curiosità e attenzione.
Nelle vite che ci vengono mostrate/descritte, troviamo il tema della guerra proposta come demone che influenza la vita delle persone, come battaglia tecnologica per ottenere informazioni da vendere, lotta contro il destino, la natura e la sorte avversa, guerra per vedere riconosciuto il proprio valore e il diritto di esistere. Racconti che assumono sapori esoterici, che assumono forma di viaggi intrapresi per raggiungere la consapevolezza dell'età adulta, che riflettono sulla vita di coppia e sul futuro verso cui l'umanità sta andando. Una possibile realizzazione tecnologica che alla fine non porterà benessere, perché in fondo l'essere umano è naturalmente portato a combattersi fino alla soglia dell'autodistruzione. Unicamente la minaccia dell'estinzione sembra in grado di far capire che solo un rapporto rispettoso col pianeta e gli altri esseri viventi può generare vita e crescita. A volte le narrazioni richiamano alla memoria celebri scritti come Il vecchio e il mare o Robinson Crusoe. Piccole parti che fanno risuonare echi della letteratura mondiale patrimonio di tutti, senza togliere originalità ad un romanzo ben strutturato.
Alla fine troveremo molti spunti di riflessione mentre una domanda risuonerà: esiste la possibilità di vivere mille vite, reincarnarsi alla fine di una e ricominciarne un'altra in tempi e luoghi diversi? Oppure quelle esperienze sono solo sogni, frutto della fantasia. Una cosa è certa: l'uomo è un essere creativo, ed è proprio questa capacità di invenzioni fantasiose e libere a renderlo speciale. 
(Tatiana Vanini) 

ANTEPRIMA

L'uomo assiste e partecipa all'eterno movimento

L’UOMO CHE VISSE MILLE VITE

 Eternità dell’esistenza, reincarnazione, rinascita: tre parole hanno accompagnato da sempre l’esistenza dell’uomo e le sue credenze religiose.

Ora, forse, era finalmente disponibile la tecnologia per dimostrare se queste parole corrispondono a verità oppure sono solo illusorie speranze di una specie animale fra le tante, contraddistinta esclusivamente da qualcosa che viene definito come autocoscienza e capacità di comunicazione.

Anno 3975 d.c. L’esperimento è in corso.

 

Le immagini e i vuoti rumorosi si susseguivano sullo schermo.

Era incredibile ciò che vedevano.

Le vite che scorrevano tratteggiate assumevano contorni netti, chiari a volte ed a volte più sfumati. 

Poteva dipendere dalla forza delle sensazioni che avevano marcato quella particolare conformazione neurale?

Sembravano anche appartenenti a tempi storici differenti, sempre meno lontani dal momento attuale man mano che il processo avanzava. Probabilmente accadeva perché il continuo processo di disfacimento e rielaborazione della rete genetico neurale andava riducendo la forza di quelle memorie più lontane nel tempo che tuttavia ogni tanto riapparivano, o almeno così sembrava, percorrendo un percorso a ritroso, casuale, delle varie personalità che erano esistite.

Spesso solo la collaborazione tra le Intelligenze Artificiali che monitoravano e leggevano i dati e gli umani che vedevano le immagini riusciva a rendere il senso di ciò che appariva.

Fino a che punto si sarebbe potuto proseguire?

Fino a che punto le reti neuro genetiche avrebbe manifestato coscienza di sé?  Si sarebbe arrivati all’origine?

Altre domande poi, apparentemente, si andavano delineando fra le risposte: la magia che appariva, i fantasmi, erano reali presenze appartenenti al mondo dell’eternità in movimento oppure semplici sogni di un subconscio iperstimolato? 

I vuoti poi, i rumorosi, nebbiosi vuoti d’immagini che certamente non erano vuoti poiché corrispondevano a precise attività cerebrali che la sonda captava e registrava nel soggetto sottoposto alla stimolazione psico neurale. Un processo di disgregazione e riaggregazione spontanea delle connessioni neuroniche. Un processo extratemporale.

Potevano essere o corrispondere a tempi di vita incosciente o semicosciente? Vita non umana?

Le religioni spesso ipotizzavano periodi di reincarnazione animale o di stasi nel limbo incoerente dell’attesa: potevano corrispondere a questo i momenti di vuoto della percezione umana nel soggetto? Ectoplasmi, ammassi energetici coerenti in attesa di nuova definizione?

Potevano essere sensazioni di una vita fuori dal corpo? O in un altro corpo diversamente cosciente?

 

Qualcosa, ed era un fatto, succedeva in quella bolla psico temporale mentre le stimolazioni energetiche sollecitavano la memoria genetica.

I neuroni che ne venivano investiti acceleravano la propria vitalità, disgregandosi nel liquor e ricomponendosi al variare delle frequenze, in nuove conformazioni di reti neurali appartenenti, in teoria, a nuove personalità esistite e passate.

Personalità forse esistite realmente che riapparivano proiettando sprazzi di ricordi di vite vissute, proprio come per secoli e millenni si è sentito raccontare.

Momenti rimasti coerenti per la presenza di forti emozioni che li avevano segnati?

 

Sarebbe stato possibile creare o che si creassero ex novo, reti mai esistite prima, senza i legami genetici col pacchetto bio-energetico di base, quello che da oltre un milione di anni costituiva l’essere umano e che in tutte le sue forme si era ripresentato periodicamente in modo cosciente?

Se questo fosse stato possibile, allora era anche possibile che fossero queste nuove vite ad essere vissute nella mente del soggetto e fossero queste nuove vite che ora scorrevano sullo schermo psico-olografico!

Sarebbe stato possibile imprimere una nuova personalità al pacchetto neurale per creare un essere totalmente differente e totalmente nuovo?

Non più reincarnazione o rinascita, fasi intermedie di un percorso ininterrotto e consequenziale ma Creazione! Creazione pura?  

 

Una speranza, anche per il soggetto sottoposto a scansione.

Era sì un volontario, pienamente cosciente del processo e delle sue finalità e anche delle possibili conseguenze ma era pur sempre un uomo, vivo e ora.

Sarebbe rimasto tale?

Avrebbe continuato il suo percorso incontrollabile rendendo questo momento solo un episodio della sua esistenza eterna?

Si sarebbe ripresentato fra chissà quanto tempo, in forma e coscienza umana?

Avrebbe ricordato?

Oppure sarebbe semplicemente svanito, con il dissolvimento temporale della sua catena psico-neurale, evaporando nell’universo informe?

Oppure ancora avrebbe potuto costituire un prototipo, una nuova specie di uomo, differentemente assemblato secondo il pensiero, le idee, il volere dei suoi creatori?

Uomo figlio degli Uomini-Dei che inizia un nuovo percorso?

 

 

 

FANTASMA

 

 

 

Eric si svegliò di soprassalto immerso in una luce accecante che gli impediva di vedere qualunque cosa.

Dovette girarsi dall'altra parte prima di riaprire gli occhi.

Tutto grigio, da quella parte, una luminescenza diffusa e incolore.

 

Tornò cautamente a girarsi ed ecco di nuovo quella luce accecante. Pian piano abituò gli occhi e riuscì a distinguere delle immagini.

Che cosa stava succedendo?

La sotto, quell'ombra luminosa era lui cioè ero io.

Come poteva essere?

Se lui era là allora LUI dov'era?

C'erano altre sagome attorno, ancora più luminose, pressoché indistinguibili dal fondo brillante, di un biancore accecante.

 

I miei occhi si stavano abituando a quel contrasto strano e inquietante.

Notai che la sagoma di LUI, cioè la mia, andava sbiadendo mentre le altre mantenevano inalterata la propria luminosità.

 

Dietro di me grigio, nebbioso e opalescente, davanti a me luce accecante e il mio io sdraiato sul lettino che assumeva piano piano una tonalità scura, sempre più scura.

 

Mi resi conto di udire rumori e che alcuni di questi suoni erano parole ma non riuscivo a comprenderle.

Improvvisamente una parola divenne intellegibile ed inequivocabile: morto.

Le ombre lucenti parlavano tra loro e dicevano che io, quell'ombra più scura sul lettino, ero morto.

Impossibile.

Se ero morto come facevo a essere qui e pienamente vivo?

Provai ad avvicinarmi. Mi costò uno sforzo immenso.

Poi una sensazione di attrito mi attraversò il corpo.

 

Non mi ero accorto che tra me e il mio corpo c'erano ostacoli.

Non mi ero accorto di averli urtati, anzi letteralmente attraversati.

L'ombra che era il mio corpo ormai era diventata nera e appena percettibile sul fondo grigio che dalle mie spalle invadeva il mio campo visivo.

Le figure luminose si allontanarono e la luce si smorzò.

Rimase solo il grigio e la sensazione di movimento, in esso, si acuì.

L'ombra del mio corpo si confuse sempre di più col nulla che mi circondava. Fino a scomparire.

La consapevolezza mi colpì come una frustata gelida nel gelo che mi attorniava. Ero un fantasma.

 

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